La dietoterapia del diabete ha subito radicali cambiamenti nel corso degli ultimi venti anni anche in rapporto alle modifiche della storia naturale della malattia.
Il diabete è una malattia cronica-degenerativa caratterizzata da alterazioni del metabolismo glucidico ma anche di quello lipidico e proteico.
Sia il diabete giovanile (di tipo I) che quello dell’età matura (di tipo II) sono dovuti ad eccesso di zucchero nel sangue. Si ritiene che il diabete giovanile si sviluppi per reazione crociata fra una proteina contenuta nel latte e nella carne bovina, e una presente nel pancreas, che può avvenire se neonati geneticamente sensibili vengano nutriti con latticini o carne nei primi mesi di vita, cioè prima che il loro tratto digerente e il sistema immunitario siano pienamente maturi.
Il diabete dell’età matura è di solito conseguente a cattive abitudini alimentari (eccessivo consumo di zucchero e stimolanti), spesso preceduto da ipoglicemia, cioè da scarsa quantità di zucchero nel sangue.
È di fondamentale far sì che gli ormoni surrenalici, l’insulina e il fattore di tolleranza al glucosio vengano prodotti in maniera adeguata dal fegato, quando si devono trattare tutte le forme di intolleranza al glucosio e il diabete. Sono particolarmente importanti le vitamine C, B3, B5 e B6, e i minerali zinco e cromo.
Il punto fondamentale della dieta del diabetico è quello di mantenere costante la glicemia. Questo risultato si ottiene nel modo migliore mangiando poco e spesso, scegliendo alimenti che contengano carboidrati a lento rilascio, con alcune proteine.
Ciò significa consumare poche noci con la frutta, verdura “ in semi “, ad esempio grano, piselli, fagioli verdi o grano integrale, piselli o lenticchie che contengono carboidrati a lento rilascio e proteine.
Evitare tutti gli zuccheri e qualsiasi forma di glucosio concentrato, ad esempio succhi di frutta concentrati, e anche gli eccessi di frutta che contiene zuccheri a rilascio rapido, come i datteri e le banane o la frutta secca.
Evitare anche un consumo eccessivo di stimolanti del surrene, come tè, caffè, alcol, sigarette e sale.

dott.ssa Lorella De Mariani