Molte donne hanno paura della terapia ormonale sostitutiva, tanto che otto donne su dieci quando entrano in menopausa chiedono al medico altre soluzioni.
L’omeopatia e la fitoterapia offrono ottimi rimedi per affrontare i più comuni disturbi sulla menopausa.
Il problema di queste cure è che sono considerate innocue e spesso subentra il fai-da-te, invece devono essere consigliate da un medico per non diventare pericolose. “In alternativa al testosterone che aumenta il desiderio sessuale, esistono dei preparati galenici da utilizzare come creme vaginali che funzionano molto bene sulla secchezza vulvare”, spiega Ascanio Polimeni, immuno-endocrinologo. “Il dosaggio di questi preparati deve comunque essere prescritto dallo specialista per evitare effetti di eccessiva androgenizzazione (perdita di capelli, peluria).
Un’azione più diretta sul tono dell’umore e sulle funzioni cognitive si ottiene con la somministrazione dei precursori del testosterone: DHEA e Pregnenolone. Si tratta di ormoni naturali, derivati dalla patata dolce, che hanno un duplice effetto: da un lato si trasformano in testosterone e dall”altro in estrogeni. Per questo potrebbero essere un’alternativa alla terapia ormonale sostitutiva, in donne che non prendono estrogeni.
Il pregnolone inoltre migliora l’umore, la memoria e accresce le energie. Un’altra chance è il chetodhea: non agisce però sulla libido, ma potenzia l”energia fisica, incrementando la massa magra a scapito di quella grassa”.
Questi ormoni vengono preparati in farmacia: possono essere assunti in compresse, creme vaginali o gel trasdermici.
Molto utili sono anche i fitoestrogeni, ne sanno qualcosa le donne orientali, grandi consumatrici di soia, che avvertono pochissimo i disturbi menopausali. “La terapia a base di fitoestrogeni è meno potetente della Tos, in quanto l’azione estrogenica di queste molecole è più ridotta, ma è indicato per quelle donne che non possono segure la terapia ormononale, per problemi di salute, come ad esempio una familiarità di tumore al seno, una tendenza alle tromboflebiti, un seno mastofibrocistico”, spiega Polimeni. “La terapia a base di isoflavoni di soia può essere seguita anche per molti anni dato che al giusto dosaggio non ci sono effetti collaterali.
I fitoestregeni si possono travare: nella soia come alimento che si consuma sotto forma di germoglio, oppure sottoforma di integratore in farmacia ed erboristerie. Ci sono anche altre piante che sono ricche di flavonoidi, sono: la cimicifuga racemosa ,l’angelica, il trifoglio, la salvia e il luppolo. In genere si usa l’estratto secco in capsule”.