Premessa: il tessuto adiposo non è un semplice deposito di calorie in eccesso. La scoperta della capacità degli adipociti di rilasciare messaggeri chimici ne hanno ridefinito le caratteristiche ed il ruolo endocrinologico. Oltre a ciò è opportuno sottolineare che la massa grassa si differenzia anche per tipologia e per localizzazione. Per esempio è stato osservato che il tessuto adiposo sottocutaneo, presente nella zona gluteo-femorale, è cardioprotettivo, mentre quello in altra sede (es. muscoli, fegato, addome) è associato ad un incremento dello stato infiammatorio, della resistenza insulinica (i.e. malfunzionamento della capacità dell’insulina di regolare la glicemia), della dislipidemia (iper-colesterolemia) ed alla riduzione della forza o mobilità nei soggetti anziani. In questo articolo ci soffermeremo sul tessuto adiposo intra ed inter-muscolare (TAIM), cioè quella porzione poco apparente, poiché è localizzata dentro e tra i fasci muscolari, con cui spesso è erroneamente scambiata.

Questo tessuto, pur essendo di modeste dimensioni nei muscoli, è fortemente correlato alla sensibilità dell’insulina sia nei soggetti giovani che in quelli anziani e, per questo motivo, un suo accumulo rappresenta un forte fattore di rischio per l’insorgenza del diabete di tipo II. Inoltre l’eccesso di TAIM nel muscolo è associata alla perdita di forza e calo delle capacità motorie, probabilmente perché interferisce con la funzionalità delle fibre muscolari adiacenti. Questi effetti sfavorevoli creano un vero e proprio circolo vizioso, in quanto il malfunzionamento muscolare predispone a sua volta ad un aumento di questo tessuto adiposo. Per esempio è stato dimostrato che in seguito a scarsa mobilità (es. ictus, lesioni al midollo spinale, fratture ossee, neuropatie periferiche, sedentarietà) il TAIM aumenta di volume, mentre in parallelo il valore della glicemia si innalza. Benché la suddetta relazione non sia ancora del tutto chiara, si ipotizza che gli adipociti di questo tessuto, simili a quelli viscerali, potrebbero rilasciare molecole pro-infiammatorie (citochine), che provocano infiammazione sia dentro il muscolo che a livello sistemico. La stretta vicinanza tra il TAIM e le fibre muscolari potrebbe incidere negativamente sulle funzionalità muscolari anche attraverso alterazioni del flusso ematico, induzione della resistenza insulinica ed eventuali cambiamenti dell’orientamento delle fibre muscolari.

E’ noto che durante il processo di invecchiamento si assiste ad una perdita graduale della massa magra, in primis tessuto muscolare ed osseo. Si precisa, tuttavia, che la perdita del tessuto magro non si traduce in un calo direttamente proporzionale della forza muscolare. Si stima a riguardo che la perdita media annuale dell’1% della massa muscolare sia accompagnata da un calo della forza dell’ordine del 4-8%. Questa relazione è mediata, almeno in parte, dal tessuto adiposo inter-muscolare, il quale influenza negativamente la qualità dei muscoli e la loro attivazione, cioè la capacità di produrre forza massimale durante la contrazione. A supporto di tutto ciò è stato osservato che un livello elevato di TAIM nei muscoli dei soggetti anziani sono associati a basse capacità motorie (forza, velocità ed agilità), oltre ad essere un predittore di limitazioni motorie nella vita quotidiana (es. buste della spesa, scale, alzarsi dalla sedia, camminate).

Il tessuto adiposo inter-muscolare è anche un determinante forte ed indipendente della densità minerale ossea. Inoltre un suo accumulo aumenta il rischio di frattura all’anca del 40%, in modo indipendente dalla densità minerale ossea.

Senza un corretto stile di vita il tessuto adiposo inter-muscolare è destinato ad aumentare progressivamente durante l’arco della vita, anche in coloro che mantengono il peso stabile o, addirittura, lo riducono. In verità il TAIM è influenzato prevalentemente dall’alimentazione (eccesso calorico), dalla sedentarietà e dalla presenza di malattie o traumi piuttosto che dall’invecchiamento di per sé. In particolare l’attività fisica esercita un effetto profondo su questo tessuto adiposo, come evidenziato dal fatto che soggetti sportivi dai 40 a 81 anni non mostrano differenze sostanziali del TAIM. Gli studi hanno confermato che una sana alimentazione insieme ad una regolare attività fisica, sufficiente per durata ed intensità, riducono il tessuto adiposo inter-muscolare con o senza un calo ponderale. Persino una bassa attività motoria, come camminare 30 minuti due volte alla settimana, può essere utile per arrestare o prevenire l’accumulo del TAIM negli anziani. Si suppone che ciò sia dovuto alla richiesta energetica del muscolo sotto sforzo, che utilizza questa riserva di grasso come combustibile. Generalmente sono necessari almeno tre mesi di attività motoria regolare per ridurre l’infiltrazione del grasso nei muscoli.

Per informazioni rivolgersi al Centro di Medicina Biologica.

Dr.ssa Lorella De Mariani

Dr. Gianluca Tiri 

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