Il termine Candida si riferisce ad un genere di specie fungine, la cui più studiata e conosciuta è Candida albicans. Contrariamente a quanto generalmente si crede, la riserva principale di C. albicans è il tratto gastrointestinale, da cui originano la maggior parte delle infezioni tissutali o sistemiche. Per questo motivo l’apparto gastrointestinale rappresenta l’altro grande protagonista di questo articolo. Ma andiamo subito al punto.

Il tratto gastrointestinale non ha solo la funzione di digerire ed assorbire gli alimenti, ma agisce come una vera e propria barriera al fine di proteggere l’organismo dall’ingresso di potenziali nemici. Ciò è di cruciale importanza per prevenire l’invasione dei patogeni, tra cui le specie di Candida. Per l’appunto in condizioni normali quando la barriera intestinale è ben salda e la risposta immunitaria dell’ospite è funzionante la Candida si comporta come un normalissimo commensale della flora intestinale. Viceversa quando la barriera è poco funzionante i microrganismi possono intrufolarsi tra gli spazi della mucosa intestinale e causare infezioni.

Approfondendo il concetto la barriera questa può essere scomposta in quattro tipologie: meccanica, chimica, immunitaria e microbiologica. Cominciamo dalla prima.

La barriera meccanica è costituita dallo strato di muco, dalle cellule epiteliali e dalle giunzioni che le tengono unite. La sua integrità previene efficacemente l’invasione dei tessuti da parte della Candida, al contrario di quanto avviene nella Sindrome dell’intestino permeabile. Si aggiunga che la Candida è in grado di decomporre il velo di muco per facilitare l’adesione alle pareti intestinali e di formare uno strato di biofilm, che la protegge dall’attacco del sistema immunitario e dall’azione dei farmaci antimicotici. Per di più la C. albicans non è coinvolta solamente nel danno alle mucose, ma può ostacolare i processi di guarigione delle ulcere duodenali e può trarre vantaggio da un epitelio danneggiato per proliferare. Non è un quindi un caso che i soggetti con malattie gastrointestinali siano più a rischio di infezioni da Candida.

Per quanto riguarda la barriera chimica si fa riferimento all’acido cloridrico, ai succhi biliari ed agli enzimi pancreatici, che sono essenziali nei processi digestivi. Oltre a ciò mantengono l’integrità dell’intestino tenue e prevengono la crescita dei microrganismi.  Infatti è stato dimostrato che gli acidi gastrici e le secrezioni biliari possiedono proprietà antimicrobiche e probabilmente influenzano la colonizzazione nell’intestino. Coerentemente al fatto che la Candida non riesce a crescere ad un pH inferiore a quattro, l’utilizzo eccessivo e prolungato di anti-acidi o una minore secrezione digestiva sono fattori che possono agevolare la proliferazione di questo ed altri microrganismi lasciando le porte aperte alla disbiosi. Senza tralasciare il ruolo che hanno le molecole di origine nutrizionale nell’induzione della fermentazione e della crescita microbica.

La terza barriera è rappresentata dal tessuto linfoide associato alle mucose, cioè una linea di difesa immunitaria pronta ad intervenire dallo stomaco fino al colon. In maggior dettaglio è costituita dalle placche di Peyer e dai linfonodi, in cui sono predisposte le cellule immunitarie come i macrofagi, le cellule dendritiche, i linfociti T sentinella e B. In seguito all’esposizione ad un potenziale aggressore (es. funghi, batteri, parassiti) queste cellule sono stimolate a produrre molecole ossidanti (radicali liberi), molecole pro-infiammatorie ed anticorpi di tipo A.

Siamo arrivati alla barriera microbiologica. Ebbene, lo sapete che il sistema digestivo contiene la più grande e complessa comunità microbica del corpo umano? I batteri commensali svolgono un ruolo rilevante nello sviluppo della risposta immunitaria innata ed adattativa, stimolano la motilità gastrointestinale ed esercitano effetti trofici sull’epitelio e sui microvilli intestinali. In aggiunta i microrganismi benefici ostacolano la proliferazione patogena, in quanto producono molecole anti-microbiche, oltre a competere per i siti di adesione e per i nutrienti. In special modo i generi Bifidobacterium e Lactobacillus mostrano effetti protettivi antagonizzando la proliferazione della Candida. Per i suddetti motivi diventa particolarmente evidente la raccomandazione ad un utilizzo accorto e limitato degli antibiotici, poiché questi possono da un lato annientare i batteri benefici e dall’altra aumentare le chances della Candida.

Come abbiamo letto l’organismo dispone di livelli di difesa multipli ed interdipendenti. Tuttavia, qualora le barriere vengano meno, il rischio di candidosi aumenta, come può verificarsi per esempio in caso di immunosoppressione o Sindrome della permeabilità intestinale.

Per informazioni rivolgersi al Centro di Medicina Biologica.

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