Valutazione globale dello stress ossidativo nella medicina preventiva.

L’ANTIAGING PROFILE permette di effettuare un accurato bilancio globale dello stress ossidativo. Questa condizione si esplica attraverso la valutazione dell’equilibrio tra la produzione di radicali liberi e il potere antiossidante.

L’AntiAging Profile comprende il dosaggio dei  Radicali liberi ( d-Roms ) e la capacità antiossidante ( BAP)  per la valutazione del potere antiossidante.
L’invecchiamento non può essere bloccato, ma si può fare molto per rallentarlo. In Italia l’aspettativa di vita è di circa 75 anni. Se una persona mantenesse costantemente livelli normali di radicali liberi, allora l’aspettativa di vita potrebbe arrivare a 120 anni.
LO STRESS OSSIDATIVO
Una delle cause dell’insorgenza di molti stati patologici e dell’invecchiamento precoce è lo stress ossidativo. Lo stress ossidativo influisce negativamente sul delicato meccanismo genetico che stabilisce la velocità con cui dovrebbe procedere il processo di invecchiamento cellulare.
La teoria, avanzata nel 1956 da Harman, considera l’invecchiamento un prodotto dello stress ossidativo dovuto ad un eccesso di radicali liberi dell’ossigeno nell’organismo.
I radicali liberi dell’ossigeno sono molecole altamente reattive con una potente azione ossidante, dannosa per l’intero organismo. Quindi l’ossigeno che è indispensabile per la vita, diventa paradossalmente anche una fonte dannosa di radicali liberi. Quando respiriamo, introduciamo ossigeno, circa il 95% di questo ossigeno viene utilizzato dalle cellule per produrre energia; mentre la parte rimanente dà origine ai radicali liberi.
Lo stress ossidativo comporta l’invecchiamento della cellula e quindi dei tessuti. L’invecchiamento della pelle (comparsa di rughe e macchie cutanee) è uno dei segnali più evidenti.
Il danno cellulare inizia a livello della membrana con l’alterazione degli scambi tra l’ambiente esterno e quello interno alla cellula. All’interno della cellula vengono danneggiati i mitocondri, ovvero le batterie della cellula, le strutture indispensabili per la produzione dell’energia sotto forma di ATP; si può arrivare fino all’alterazione del DNA con conseguenti effetti mutageni.
Una certa quota di radicali liberi è comunque da considerarsi fisiologica. Infatti un organismo sano presenta uno stato di equilibrio tra la produzione di radicali liberi e la loro neutralizzazione. Per prevenire o attenuare il danno dei radicali liberi, gli organismi viventi hanno sviluppato nel corso di millenni di evoluzione un complesso sistema di difesa chiamato sistema antiossidante.
La rottura dell’equilibrio fisiologico tra la produzione e l’eliminazione dei radicali liberi a favore delle specie reattive deve essere considerata un pericolo per l’integrità dell’organismo. Questo squilibrio determina un danno alle cellule più o meno grave che, se non adeguatamente circoscritto, può evolvere in danno d’organo o sistemico, disegnando, così, il quadro del cosiddetto stress ossidativo.
E’ ormai accertato che lo stress ossidativo costituisce un importante fattore di rischio. Quindi è importante mantenere i radicali liberi entro livelli “normali”. Per poter fare questo è necessario conoscere il livello di radicali liberi presenti nel nostro organismo, ma anche il potere antiossidante.
FATTORI CHE PROVOCANO LO STRESS OSSIDATIVO
Come anticipato, la produzione di radicali liberi non può essere evitata perché rientra nella “normale” attività metabolica.
Quando la produzione di radicali liberi supera ampiamente la possibilità di compenso della barriera antiossidante il danno non può essere evitato. Tuttavia, per poter controllare la produzione di radicali liberi è importante conoscere le cause che ne favoriscono la produzione.
Tra le cause esterne, sono da annoverare:
· Fattori chimici: droghe, fumo, alcol, farmaci (es. pillola anticoncezionale, antibiotici, antitumorali), sostanze inquinanti (es. ossido nitrico, monossido di carbonio, idrocarburi incombusti, nitrati, aldeidi, biossido di azoto).
· Fattori fisici: radiazioni ultraviolette e ionizzanti, campi elettromagnetici, radiofrequenze, microonde.
· Fattori biologici: malattie infettive, parassitosi, infiammazioni, vaccini.
· Fattori mentali: depressione, ansia, stress.
· Fattori nutrizionali: errata alimentazione, diete troppo ricche in proteine e grassi animali.
Tra le cause interne all’organismo sono da citare:
· L’accelerazione esagerata del metabolismo cellulare (che può verificarsi dopo uno sforzo fisico intenso e protratto, senza adeguato allenamento).
· Alcuni stati patologici che si accompagnano ad un aumento della produzione di radicali liberi e ad una riduzione delle difese antiossidanti (diabete, M. di Alzheimer, artrite reumatoide, dislipidemie, ecc..).
SISTEMA DI DIFESA ANTIOSSIDANTE
Il sistema antiossidante è costituito dall’insieme degli antiossidanti rappresentati da svariate sostanze che hanno in comune la capacità di ossidare i radicali liberi.
· Enzimi: superossido-dismutasi, glutatione perossidasi, catalasi.
Oltre agli enzimi nell’organismo sono presenti in circolo numerose sostanze con attività antiossidante, di queste le principali sono:
· Vitamine ascorbato, carotenoidi, tocoferoli.
· Macro e micro-elementi, flavonoidi, polifenoli.
La riduzione dell’efficienza del sistema di difesa antiossidante può essere causata dalla bassa assunzione, dal ridotto assorbimento e/o dalla ridotta biodisponibilità degli antiossidanti.
DANNI DA PROVOCATI DALLO STRESS OSSIDATIVO
Un eccesso di radicali liberi ed un cattivo potere antiossidante rappresentano importanti fattori di rischio di invecchiamento e morte cellulare che devono essere controllati e combattuti. Una eccessiva produzione di radicali liberi provoca l’ossidazione delle proteine, del DNA e dei grassi. Infatti, è stato dimostrato che esiste un legame tra l’ossidazione dei grassi circolanti e l’aterosclerosi. A questo proposito è bene fare attenzione in caso di intervento di integrazione con acidi grassi (es. Omega-3), in quanto in presenza di stress ossidativo possono risultare inefficaci o addirittura nocivi per la salute.
Uno status ossidante ottimale è necessario per invecchiare bene. E’ stato osservato che lo stress ossidativo può contribuire alla riduzione della longevità, in quanto alcuni fattori, come il soprappeso, il consumo di una quantità eccessiva di calorie ed una attività fisica inadeguata, sono correlati con la produzione di radicali liberi.
In caso di stress ossidativo è quindi possibile andare incontro precocemente a diversi segnali e sintomi tipici dell’invecchiamento come:
· Accelerazione del processo di invecchiamento (comparsa precoce di capelli bianchi, comparsa di rughe e macchie della pelle, diminuzione della massa muscolare a favore della massa grassa fino all’obesità).
· Aumento del rischio di contrarre patologie cardiovascolari importanti (aterosclerosi, ictus, infarto, ischemia).
· Aumento del rischio di contrarre patologie come diabete, ipertensione, M. di Alzheimer, M. di Crohn, celiachia, epatite, artrite reumatoide, AIDS, dislipidemie, sindrome di Down, alcune neoplasie, ecc..
· Disturbi del sonno e della fertilità.
· Riduzione delle difese immunitarie e predisposizione alle malattie infettive.

L’ANTIAGIN PROFILE
L’ANTIAGING PROFILE permette di effettuare il bilancio globale dello stress ossidativo e rappresenta un mezzo in grado di fornire al medico curante elementi utili per la valutazione dello stato di salute generale del paziente.
La possibilità di misurare in maniera accurata lo stato ossidativo di un sistema biologico appare, alla luce dei nuovi traguardi nel campo della medicina, di fondamentale importanza come supporto alla diagnostica clinica, nonché indispensabile nel monitoraggio di terapie antiossidanti che sempre più trovano impiego nella pratica medica.
Il bilancio globale dello stress ossidativo comprende:
· Test Radicali Liberi: misurazione dei radicali liberi dell’ossigeno (idroperossidi) nel siero. Prevede l’utilizzo di una metodica colorimetrica che misura, ad uno stadio precoce, la concentrazione degli idroperossidi totali su campioni di sangue venoso che garantiscono la bontà del risultato analitico.
· Capacità Antiossidante (BAP: Biological Antioxidant Potential,) valutazione dell’insieme delle sostanze (enzimi, vitamine, polifenoli, ecc.) presenti nel siero, in grado di contrastare l’attività dei radicali liberi. In particolare il BAP valuta la capacità del siero del paziente di opporsi all’ossidazione.

L’IMPORTANZA DELL’ANTIAGING PROFILE
L’ANTIAGING PROFILE è consigliato a tutti, anche ai soggetti in condizioni di buona salute. Infatti tutti siamo esposti a fattori di rischio come raggi ultravioletti, inquinanti, contaminanti degli alimenti, ecc..
– E’ indicato per fare il bilancio del proprio stato di invecchiamento e di salute.
– E’ utile ai soggetti esposti a fattori pro-ossidanti (abitudini alimentari scorrette, contatto con sostanze inquinanti sul luogo di lavoro, inadeguata attività fisica).
– E’ consigliato a tutti i pazienti con diagnosi di patologie correlate con lo stress ossidativo (artrite reumatoide, aterosclerosi, diabete, M. di Alzheimer, ecc..).
– E’ indicato per il controllo di particolari trattamenti farmacologici (radioterapia e chemioterapia, anticoncezionali, cortisone).
– Permette, evidenziata una condizione di stress ossidativo, di prevenirne o ottimizzarne le conseguenze attraverso approcci terapeutici specifici (alimentari e di integrazione), nell’ambito di una medicina preventiva.
– E’ consigliato anche nel caso di integrazione con acidi grassi polinsaturi (es. Omega-3), in quanto è scientificamente dimostrato che, in assenza di una buona difesa antiossidante, i radicali liberi ossidano i grassi e che i lipidi ossidati sono pericolosi per la salute delle arterie. Quindi, in questo caso, l’assunzione di acidi grassi sarebbe tutt’altro che benefica.

INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI
– IL valore dei radicali liberi dell’ossigeno nel sangue viene espresso in Unità Carratelli (U.CARR). Una U.CARR equivale ad una concentrazione di perossido di idrogeno pari a 0,08 mg per 100 ml.

F.R.T. Radicali liberi dell’ossigeno
valori di riferimento (U.CARR)
250-300
Normale
301-320
Valore di attenzione
321-340
Stress ossidativo lieve
341-400
Stress ossidativo medio
401-500
Stress ossidativo grave
> 500
Stress ossidativo gravissimo

– La capacità antiossidante attivo del sangue viene espresso in µmoli/L.
Capacità antiossidante totale
valori di riferimento (µmoli/L)
> 2200
Valore ottimale
2200-2000
Valore di attenzione
2000-1800
Stato di discreta carenza
1800-1600
Stato di carenza
1600-1400
Stato di forte carenza
< 1400
Stato di fortissima carenza