Le diete ed i problemi che possono generare quando non sono “ad personam”

Già Ippocrate vedeva nella corretta alimentazione uno dei capisaldi per mantenere lo stato di benessere ed inoltre se fossimo in grado di integrare alcune metodiche nutrizionali che si sono affermate negli ultimi decenni potremmo rendere la nutrizione non più solo preventiva ma anche curativa di molte patologie di non chiara eziologia che ancora oggi vengono classificate in modo solo sintomatico, difficile da trattare e da risolvere.
Applicando in modo integrato queste metodiche potremmo avere a disposizione una nutrizione con la “N” maiuscola: la Nutrizione Olistica.
L’approccio corretto al problema del sovrappeso e dell’obesità non dovrebbe prescindere dalle intolleranze alimentari (allergie alimentari ritardate – Rinkell 1954!) vorrei solo dire che è corretto imputare a questo fenomeno anche l’eventuale soprappeso ma non si può certo ridurre solo a questo l’effetto delle intolleranze che se correttamente diagnostiche e trattate possono essere determinanti in molte importanti patologie, dalle cefalee alle dermatiti, dall’epilessia alle coliti ecc.

Metabolismo intermedio
Si dice di solito che per ridurre il peso corporeo bisogna ridurre l’apporto calorico. Non sempre è così semplice anzi il più delle volte le diete ipocaloriche hanno un effetto limitato nel tempo, non portano al risultato sperato e spesso affamano l’organismo con conseguenze poco piacevoli, questo avviene perché, come si è dimostrato negli ultimi anni, è di fondamentale importanza conoscere, interpretare e tener conto del metabolismo della persona che intende perdere peso.
Non intendo il metabolismo tiroideo bensì il metabolismo intermedio cioè come metabolizziamo-bruciamo gli zuccheri, i grassi e le proteine.

Questi fenomeni ossidativi avvengono grazie all’azione di vari enzimi che scindono sostanze complesse come zuccheri, proteine e grassi, in composti più semplici da cui viene tratta energia.
Questi processi sono influenzabili dalle varie secrezioni ormonali, dal tipo di cibo ingerito e dalla tendenza individuale variabile specifica per ogni individuo ad utilizzare maggiormente alcune sostanze piuttosto che altre.
Ci sono tre tipi di metabolismo intermedio: ipossidatore, iperossidatore e normossidatore. Ciascuna di queste forme di metabolismo a quindi delle caratteristiche specifiche per bruciare gli alimenti, e conoscerle vuol dire sapere qual è il modo migliore di alimentarsi seguendo uno schema finalmente libero del calcolo delle calorie.

Fra le molteplici cause che possono alterare il metabolismo bisogna tener presenti le intolleranza alimentari, le errate abitudini alimentari, le diete drastiche troppo riduttive, le intossicazioni croniche, le ipoattività prolungate, l’abuso di farmaci ecc.
Con questi schemi di solito si ottiene un rapido dimagrimento senza eccessi di fame, una migliore performance psico fisica e cosa assai più importante si mantengono nel tempo i risultati ottenuti con il riequilibrio del metabolismo intermedio.

a cura Dr.ssa A. Lorella De Mariani Biologa Nutrizionista