L’autoipnosi porta la mente in uno stato simile al dormiveglia, in cui si sente e si recepisce tutto, ma senza tensioni e con una percezione del dolore ridotta. Per questo motivo può essere utilizzata durante il travaglio del parto come analgesia.

E’ su tutti i giornali la notizia che Kate Middleton, ormai prossima a dare alla luce il bebè reale, abbia deciso di affrontare il parto con l’aiuto dell’ipnosi, tecnica che già le aveva dato sollievo durante il periodo delle nausee. Scopriamo come funziona questa tecnica naturale che permette di tenere sotto controllo il dolore, senza ricorrere all’anestesia.

L’Hypnobirthing, ha più di 50 anni ed è un approccio che si è perfezionato nel tempo. Il primo parto effettuato in Italia con questa tecnica risale agli anni ’50 e, a volte, è stata applicata anche ai cesarei. Consiste, in sostanza, nell’insegnare e allenare la donna incinta a raggiungere uno stato semicosciente, tramite l’autoipnosi.

Le mamme in attesa sono tra i soggetti più ricettivi nei confronti dell’ipnosi. Non di rado durante il travaglio, nelle pause tra una contrazione e l’altra, la gestante entra spontaneamente in uno stato di trance e le ostetriche spesso usano l’ipnosi senza esserne consapevoli.

Non è sonno, ma dormiveglia

L’ipnosi è una modificazione transitoria dello stato di coscienza che la mente crea spontaneamente. Se l’ingresso nel dormiveglia che precede il sonno è un atto involontario, in ipnosi viene indotto o autoindotto a uno specifico segnale. L’ipnosi vera e propria è utilizzata di solito in psicoterapia, mentre per il travaglio di parto ci si ferma a un livello più superficiale. Lo stato di leggera trance mette semplicemente a riposo l’emisfero sinistro del cervello, che governa il pensiero razionale, e libera l’inconscio, che viene indotto a concentrarsi su immagini positive e rilassanti. In questo modo si spezza la catena paura-ansia-dolore e si producono endorfine, che riducono il dolore. Si tratta di un metodo efficace anche secondo la ricerca scientifica, per cui  – come l’agopuntura – anche l’ipnosi potrebbe essere utile per il controllo del dolore del parto.

L’ipnosi agisce con un aumento anche di 10 volte delle endorfine plasmatiche: in pratica, riducendo il flusso ematico ai centri del dolore si abbassa la percezione del dolore stesso, mentre aumenta l’attività cerebrale legata all’emisfero destro, come risulta all’elettroencefalogramma (prova che l’ipnosi agisce effettivamente sul funzionamento cerebrale). Ma l’effetto principale è l’attenuazione, o la rimozione, della parte emotiva-psicologica del dolore, con riduzione dell’ansia e aumento dell’autocontrollo.