E’ ormai accertato che i radicali liberi costituiscono un importante fattore di rischio.
Questi Radicali Liberi non si possono vedere né sentire, sono subdoli e silenziosi, eppure rappresentano un’importante minaccia per il nostro organismo, perché ne possono minare l’integrità, esercitando una vera e propria aggressione cellulare, chiamata stress ossidativo.
Il nostro organismo si difende dal loro attacco con un sistema antiradicale, che si chiama sistema antiossidante.
Questo sistema, formato prevalentemente da sostanze enzimatiche endogene (superossidodismutasi, catalasi, glutatione perossidasi) e da vitamine che ricaviamo dai cibi (soprattutto da frutta e verdura), fa si che il livello dei radicali liberi rimanga a valori normali. Se però per diverse ragioni la loro produzione aumenta, il nostro sistema non è più in grado di tenere un livello normale e si verifica quello che chiamiamo stress ossidativo.
Lo stress ossidativo porta, nel tempo, a danni organici certi, causati dall’aggressione da parte dei radicali alle strutture della membrana cellulare con una compromissione della funzionalità.
A livello estetico questo processo porta inevitabilmente a un invecchiamento precoce con rilassamento cutaneo, comparsa delle rughe e invecchiamento della pelle.
Pertanto in presenza di stress ossidativo elevato, il solo intervento topico con creme, anche se contenenti vitamine antiossidanti, può rivelarsi insufficiente e dare risultati insoddisfacenti.
Con il dosaggio del livello dei Radicali Liberi (d-Roms test) possiamo intervenire preventivamente prima che i danni si manifestino, creare un strategia antiossidante ad hoc di supporto e verificare, durante il trattamento, se il valore dei radicali diminuisce.

Alcuni radicali liberi sono:

  • Radicale idrossilico OH-
  • Radicale superossido O2- (prodotto in maggiore quantità)
  • Radicale nitrossido NO-
  • Radicale perossilico LOO-
  • Ossigeno singoletto O2+
  • Diossido di azoto NO2-

Un trattamento perché sia veramente efficace, deve essere topico (agire dall’esterno) e sistemico (agire dall’interno per poter eliminare la causa, e cioè il livello elevato di radicali liberi): occorre pertanto nei casi di stress ossidativo elevato oltre al cosmetico locale una buona strategia antiossidante. .
Se si scoprisse l’esistenza di una forte componente di stress mentale, ecco che andrebbero utilizzati anche dei trattamenti rilassanti, (massaggi con oli, massaggi ayurvedici, massaggio Shatsu, bagni di luce, ecc.), così come si dovrebbe provvedere a regolare meglio il ritmo sonno-veglia, rinforzando l’apporto della melatonina, infatti un sonno riposante e profondo consente all’organismo di ottimizzare i suoi fisiologici e ritmici processi notturni di secrezione ormonale, fondamentali per contrastare gli effetti nocivi dello stress.
Se lo stress ossidativo fosse legato al sovrappeso, oltre alla dieta alimentare, si dovrebbe intervenire anche sugli aspetti relativi al comportamento alimentare della persona, al suo rapporto col cibo, così come si potrebbe ricorrere all’aiuto di trattamenti estetici.

Se invece lo stress ossidativo fosse correlabile all’inquinamento ambientale o a fattori di ordine metabolico, ecco che, soprattutto nella prima fase, dovremmo andare ad incrementare l’assunzione di integratori alimentari a forte potere antiossidante, ad azione detossificante e chelante nei confronti dei metalli pesanti.
Comunque, soprattutto nella prima fase di trattamento, diventa fondamentale aiutare l’organismo ad eliminare le tossine, perciò ci aiuteremo, a fianco di specifici e mirati prodotti ad azione depurativa,  con linfodrenaggi sia manuali che con l’ausilio di macchine.

Pertanto se il risultato del test supera valori normali (250-300 U.Carr) ,questo dato ci dà la possibilità di calibrare in modo preciso gli interventi e di seguirne l’andamento nel tempo. In ogni caso una mirata strategia antiossidante servirà, oltre a ottenere dei risultati estetici migliori e più duraturi, a generare uno stato di benessere che aiuta a prevenire molte patologie.
L’alto numero di test effettuati in questi anni ci porta a prevedere, con una buona percentuale di probabilità, quali possano essere i soggetti a rischio di stress ossidativo e per i quali, se si volesse ottenere un risultato migliore, l’aiuto del test risulti indispensabile.
Pensiamo ad esempio a chi è sottoposto a particolare stress psico-fisico, a chi è esposto a forte inquinamento ambientale, a chi fuma, a chi si espone troppo a radiazioni solari, a chi non segue un bilanciato regime alimentare, a chi è in soprappeso, a chi fa’ intensa attività sportiva, a chi prende la pillola contraccettiva o estrogeni post menopausa e a tutte quelle persone che sono affette o hanno predisposizione familiare con malattie prevalentemente di ordine cronico e metabolico, di varia natura (ipertensione, artrite reumatoide, diabete, dislipidemie, allergie ecc.). In queste situazioni gli antiossidanti esplicano la loro attività esercitando un effetto di prevenzione nella formazione dei radicali liberi e/o neutralizzando quelli già formati.
Una dieta variata e ricca in frutta e verdura consente di integrare le naturali difese antiossidanti (glutatione, perossidasi, superossidodismutasi, catalasi) e contribuisce a preservare lo stato di salute dell’organismo. In termini figurati si può affermare che mantiene in equilibrio la bilancia ossidativa, che porta su un piatto i fattori di rischio e sull’altro i fattori protettivi.
Carotenoidi: alfa e beta carotene, licopene, luteina, rispettivamente abbondanti in carote, vegetali a foglia verde, peperoni; in pomodori, melone; in broccoli e vegetali a foglia verde.
Flavonoidi: flavonoli, antociani e tannini, rispettivamente abbondanti in tè verde e nero e olio d’oliva; in vino rosso, arancia rossa, fragole, tè verde.
Vitamine: la C, la E, quelle appartenenti al gruppo B, rispettivamente abbondanti in agrumi, pomodori, broccoli, cavoli, fragole; in olio d’oliva, asparagi, avocado, cereali integrali; in ortaggi verdi e cereali.
Oligoelementi: selenio, zinco, rispettivamente abbondanti in spinaci, broccoli, cavoli, cipolle, funghi; in spinaci e cavoletti di Bruxelles.
Coenzima Q, acido gamma-linolenico, estratti lipidi: integratori specifici. Infatti quando i radicali liberi raggiungono livelli decisamente superiori alla norma, diventa consigliabile ricorrere anche ad un’adeguata integrazione, costituita da un pool di antiossidanti a fianco di riparatori delle membrane cellulari, così da rimediare alle perossidazioni che le possono coinvolgere.
Se dovessimo pertanto individuare le fonti alimentari più “utili” e più “benefiche” per l’organismo umano in un’ottica antiossidante, al primo posto metteremmo: mirtilli, cavolo verde, barbabietola, prugne nere, fragole; al secondo posto: arancia, cavoletti di Bruxelles, pompelmo, kiwi; al terzo posto: spinaci, pomodori, cetrioli, albicocche, melone, cipolla.
L’Università di Boston negli Stati Uniti ha effettuato uno studio volto a quantificare il potere antiossidante dei vari cibi appartenenti al mondo vegetale.
E’ stato così attribuito un valore ORAC (oxigen radical absorbance capacity), cioè una specie di unità di misura di questa loro capacità di azione antiossidante, che ha consentito di individuare tre gruppi a capacità via via crescente (il primo gruppo raccoglie gli alimenti che apportano 1200 unità per porzione, il secondo quelli che apportano 500 unità e il terzo quelli che forniscono “solo” 200 unità):
1° gruppo:

  • Una tazza di fragole = 1170 U
  • Tre prugne nere = 1455 U
  • Una tazza di mirtilli = 3480 U
  • Un bicchiere di succo d’uva nera = 5200 U
  • Una porzione di barbabietola cotta = 1780 U
  • Una porzione di cavolo verde cotto = 2050 U
  • Una tazza di more = 1465 U
  • Un’arancia = 983 U; un bicchiere di spremuta d’arancia = 1150 U
  • Un bicchiere di spremuta di pompelmo = 1275 U
  • Una porzione di spinaci cotti = 2040 U
  • Una porzione di cavolini di Bruxelles = 1385 U
  • Un pompelmo rosa = 1200 U

2° gruppo:

  • Un grappolo grosso di uva bianca = 400 U
  • Un grappolo piccolo di uva nera = 570 U
  • Una patata cotta = 575 U
  • Una cipolla cotta = 360 U
  • Un peperone = 530 U
  • Un cucchiaio di uvetta secca nera = 400 U
  • Un kiwi = 460 U
  • Un avocado = 570 U
  • Una porzione di cavolfiore cotto = 400 U
  • Una porzione di fagiolini cotti (“cornetti” = 425 U)

3° gruppo:

  • Tre albicocche = 175 U
  • Tre fette di melone = 200 U
  • Una pera = 225 U
  • Una pesca = 250 U
  • Una banana = 225 U
  • Una mela = 300 U
  • Una melanzana = 325 U
  • Una porzione di pomodori in insalata = 125 U
  • Una porzione di cetrioli in insalata = 40 U

Essenziale comunque anche l’attività fisica: senza un’attività fisica regolare, le difese organiche contro i radicali liberi possono affievolirsi, così come la produzione endogena di GH, riducendo l’effetto anti-aging di un’appropriata alimentazione. Quest’ultima, sotto il profilo qualitativo, dovrebbe fornire all’organismo almeno 5000 U di antiossidanti al giorno
Fonte: L’Anti-Aging: giovani più a lungo, Xenia edizioni 1999.

Presso il Centro di Medicina Biologica è possibile eseguire il Test Radicali Liberi completato da una Alimentazione antiossidante
Prenotazioni: Tel. 039-2914149
E-mail: info@cembio.it