Molte persone si svegliano al mattino già stanche, non hanno forze sufficienti per affrontare la giornata e non vedono l’ora di riposarsi di nuovo. Stiamo parlando della sindrome della fatica cronica, una vera e propria malattia spesso misconosciuta, ma da non sottovalutare.

La sindrome da fatica cronica è presente in tutte le nazioni, basti pensare che il 12 Maggio di ogni anni è stata istituita la Giornata Mondiale dedicata a questa condizione estremamente debilitante. Solo in Italia si stima che vi siano circa 500 mila casi, soprattutto giovani con ampie ripercussioni sulla vita emotiva, sociale e lavorativa.

Benché la reale causa rimanga ancora ignota, dal punto di vista diagnostico il segno principale è ovviamente la spossatezza, che deve essere persistente per almeno 6 mesi e senza tregua neanche dopo il riposo esacerbandosi addirittura dopo minimi sforzi. Accanto alla stanchezza devono verificarsi almeno 4 dei seguenti sintomi:

  • Disturbi della memoria e della concentrazione;
  • Faringite;
  • Dolori delle ghiandole linfonodali cervicali ed ascellari;
  • Dolori muscolari ed articolari senza segni evidenti di infiammazione;
  • Cefalea;
  • Sonno non ristoratore;
  • Debolezza dopo l’esercizio fisico che può perdurare per oltre 24 ore.

Si aggiunga che gli stessi sintomi possono essere presenti in altre condizioni cliniche quali l’ipotiroidismo, l’obesità, le malattie cronico degenerative (es. malattie oncologiche) e l’abuso di sostanze.

Un aiuto può venire dall’ozono-terapia?

Certamente. L’ozono è un gas instabile che, una volta miscelato all’ossigeno, ha una potenziale attività benefica come trattamento coadiuvante di ampio spettro. L’ozono ha proprietà antalgiche, anti-infettive ed immunostimolanti, oltre ad incrementare la resistenza allo sforzo con un aumento dell’ossigenazione dei tessuti e dell’energia. L’ozono-terapia ha dimostrato di essere efficace nella sindrome della fatica cronica, nella fibromialgia e nella spossatezza legata al cancro. Inoltre migliorando l’ossigenazione nella maggioranza dei tessuti tumorali in ipossia può considerarsi anche un adiuvante alla chemio e radioterapia.

In conclusione per le persone con la sindrome della fatica cronica c’è ancora speranza, in quanto, all’interno di una strategia di cura integrata, possono fare affidamento ai trattamenti di ozono-terapia.

Per informazioni rivolgersi al Centro di Medicina Biologica.