Medicina anti-Aging 
Mira principalmente al mantenimento della salute e può contribuire ad aumentare le nostre aspettative di vita.
Al contrario delle terapie ormonali più comunemente adottate, la medicina anti-aging si è posta l’obiettivo di tenere in considerazione le particolarità di ciascun individuo.
Grazie alle misurazioni dei valori ormonali, alla genetica molecolare e alla determinazione dei processi d’invecchiamento delle cellule, è possibile sviluppare un programma individuale per ciascun paziente, tramite un approccio olistico (si riferisce alla persona nella sua totalità).
Gli ormoni non sono i soli a svolgere un ruolo chiave in questo contesto. Essi costituiscono, insieme ad una corretta alimentazione, a un’attività fisica adeguata e all’assunzione mirata di antiossidanti,un approccio inscindibile, che rappresenta la base per una vita lunga e sana.
Ricordiamoci che anche l’invecchiamento fa parte di un percorso di evoluzione nel quale vale la pena di impegnarsi, per prendere in mano la nostra vita e farne un momento di felicità.
Il ruolo degli ormoni sessuali nel processo di invecchiamento è noto e non solo, essi regolano la nostra vita, dal mantenimento dei tessuti all’equilibrio psichico della persona. Altri ormoni favoriscono il sonno,fortificano il sistema immunitario, hanno effetti positivi sulle sindromi depressive e regolano la massa ossea, adiposa e muscolare.
L’alimentazione è naturalmente alla base per qualsiasi programma anti-aging.
L’aging (o invecchiamento) è un fenomeno naturale che inizia già dopo i 35 anni. Deriva da tutte le modificazioni biologiche e psicologiche che accompagnano ciascun individuo lungo il cammino della sua vita, caratterizzato dal progressivo deterioramento delle capacità di adattamento all’ambiente, con il passare degli anni.
L’età anagrafica (o cronologica) non esprime necessariamente l’età biologica di una persona: ognuno ha una sua personale età biologica, che ci indica se i processi d’invecchiamento dell’organismo sono in regola con la nostra data di nascita, o se invece sia il caso di prendere qualche mirata ed opportuna contromisura. L’età biologica altro non è che quell’età che una persona esprime in rapporto alla qualità biologica dei suoi tessuti, organi ed apparati, comparati a valori standard di riferimento. In particolare l’età biologica, secondo molteplici studi medico scientifici, risulterebbe strettamente legata al livello di stress ossidativo, cioè al quantitativo di sostanze ossidative in grado di aggredire l’organismo umano.
E’ possibile stabilire quando si sta realmente invecchiando e quale sia la corrispondenza tra la propria età anagrafica e la propria età biologica? E’ possibile misurare e quindi scoprire la vera età del proprio corpo?
E’ in quest’ottica che “nasce” il check up anti-aging, un test preventivo, che si rivolge innanzitutto alle persone sane che vogliano conoscere la velocità del proprio orologio biologico, così da poter provvedere per tempo e in modo corretto a frenare l’invecchiamento.
Questo test, invece, permette tra l’altro di ottenere informazioni precise ed affidabili non solo sugli “aggressori” (i radicali liberi: d-ROMs test), ma anche sulle proprie capacità di difesa (il potere antiossidante plasmatico: BAP test).
In altri termini è possibile stabilire in tempo reale se lo stress ossidativo è dovuto ad una aumentata produzione e/o ad una ridotta capacità di eliminazione dei radicali liberi. In questo modo eventuali interventi, come la modifica delle abitudini di vita (dalla pratica di attività sportive alla riduzione dello stress fino alla modifica delle abitudini nutrizionali) e l’assunzione di specifici integratori, possono essere fatti in maniera mirata.
La valutazione globale dello stress ossidativo dovrebbe inoltre entrare nella diagnostica precoce, infatti tende sempre più a configurarsi come un nuovo fattore di rischio per la salute e per l’invecchiamento precoce.
Inoltre, la possibilità di monitorare nel tempo l’andamento delle “cure” eventualmente intraprese, grazie alla ripetibilità del check up, permette di poter concretamente verificare se ci siano stati effettivi miglioramenti e la loro intrinseca entità.
Un check up quindi volto a mettere a fuoco il reale grado di invecchiamento del corpo nella sua globalità. Determinata poi l’età biologica del paziente, nonché il grado di alterazione dei markers biologici dell’invecchiamento, verrà elaborato un programma terapeutico personalizzato, che consentirà di migliorare la funzionalità dei sistemi dell’organismo e di rallentare, entro certi limiti, alcuni processi degenerativi legati all’invecchiamento.
Teorie principali sull’invecchiamento.
L’interrelazione dei radicali liberi, venutisi a formare in seguito a molteplici fattori causali e concausali, con le strutture proteiche (cattivo funzionamento degli enzimi), lipidiche (alterazioni delle membrane cellulari) e glucidiche (alterazione dell’equilibrio glicemico) e con lo stesso DNA (effetti mutageni), finirebbe col provocare danni ossidativi spesso irreversibili con conseguente invecchiamento delle strutture in questione (teoria dei radicali liberi).
Il sistema ormonale endocrino costituirebbe l’orologio biologico dell’organismo e il suo progressivo deteriorarsi con il trascorrere degli anni sarebbe l’intrinseca causa dell’invecchiamento dell’organismo. Questo decadimento sarebbe prestabilito sulla base del patrimonio genetico di ciascun individuo. L’evolvere della vita sarebbe quindi regolato da orologi biologici, condizionati da fattori interni ed esterni, che potrebbero accelerare o rallentare la loro corsa. Queste modifiche risulterebbero determinanti per il seguito del processo d’invecchiamento individuale (teoria dell’orologio biologico).
Teoricamente tutti, in particolare dai 30-35 anni in avanti, possono sottoporsi a questo check-up. Infatti, fino a questa età il profilo bioumorale e bioendocrino di una persona tende prevalentemente a mantenersi a un discreto livello. Dopo questa “età soglia” ecco che invece il decadimento comincia ad attuarsi in concreto.
In particolare dovrebbero sottoporsi al test, in quanto soggetti più esposti:
- fumatori;
- donne che assumono estroprogestinici a scopo anticoncezionale;
- donne in trattamento ormonale sostitutivo;
- soggetti in forte surplus ponderale;
- coloro che vivono o lavorano in un ambiente inquinato;
- in caso di familiarità positiva per: ipertensione, allergie, diabete, dislipidemie, disturbi cardiovascolari;
- in caso di malattie auto-immunitarie, disturbi cronici delle ghiandole intestinali, patologie cardiovascolari conclamate, patologie a carico del sistema immunitario, malattie del sistema neuroendocrino, malattie a carico del sistema nervoso (esempi: Alzheimer, Parkinson, ecc…)
- sportivi a livello agonistico o simil-agonistico (esempio: body-building).
Conclusione
La scienza ha oramai dimostrato quello che l’esperienza e la tradizione ci avevano fatto intuire: l’età anagrafica ha solo un valore burocratico; l’età più veritiera e specchio fedele del processo di invecchiamento è rappresentata dall’età biologica. Il check-up antiaging ci consente di scoprire “l’età delle nostre cellule”, conseguenza di come stanno invecchiando primariamente i tre sistemi cardine dell’organismo: il sistema nervoso, il sistema endocrino e quello immunitario, tutti intimamente correlati tra loro.
