Oncologia Post2PDF

    Le cellule tumorali sono spesso viste come una anomalia, una malattia, qualcosa di diverso dalla normalità. In termini statistici invece, i veri “improbabili” sono proprio gli esseri viventi, che appaiono ordinati e organizzati. Una cellula, lasciata a se stessa si sviluppa in modo disordinato, mentre quando riceve ordini precisi si organizza in tessuti ed apparati e mantiene un equilibrio di relazione con le altre cellule che la circondano.
    Una via nuova  di ricerche  ha dimostrato che il cancro può essere curato invece che con le cellule staminali, utilizzate come tali, con l’impiego dei fattori presenti durante gli stadi in cui esse si differenziano. L’ottica viene spostata dalle cellule al micrombiente in cui esse maturano.

    Viene aperta così una nuova via che fino a qualche anno fa si pensava impossibile da percorrere e cioè quella di “educare” le cellule tumorali, invece che distruggerle, normalizzando  il loro comportamento e differenziandole come tutti i tessuti del corpo umano. In realtà le ricerche sui rapporti fra fattori di differenziazione cellulare e cancro sono in corso da molti anni. Questi studi sono stati condotti dal Dott.Pier Mario Biava, dapprima con un team che ha lavorato all’Università di Trieste ed attualmente con un gruppo che lavora  all’Università La Sapienza di Roma.
    Le ricerche sia in vitro sia su animali di laboratorio hanno identificato precisi momenti dello sviluppo embrionario in cui sono presenti fattori capaci di rallentare od inibire la crescita di vari tumori umani.
    Oggi Biava ha scoperto questo strumento operativo e sta iniziando, come un fine direttore d’orchestra, ad usare strumenti delicati per informare le strutture viventi. Anziché “sparare” sulla cellula per ucciderla, col rischio di distruggere tutto quello che c’è intorno, si può parlare alle cellule (sottovoce, con basse dosi di fattori embrionali) per far sì che le cellule tumorali riprendano la loro corretta via di differenziazione e si ritrasformino in cellule sane e perfettamente differenziate.
    Questa procedura, che sfrutta oggi i regolatori ormonali che vengono dallo Zebrafish (un pesciolino tropicale usato in tutti i laboratori di genetica, di cui sono perfettamente studiati tutti i passaggi evolutivi) ha già dato dei risultati sorprendenti. Analoghi lavori clinici, con analoghi sorprendenti risultati sui malati di cancro sono stati svolti anche preso il Children Hospital di Chicago, dal gruppo della dottoressa Hertz. L’importanza delle cellule staminali e della loro regolazione nella genesi del tumore è stata ripresa in modo importante anche sulla rivista Economist nel numero del 12 settembre, rilevando l’aspetto rivoluzionario insito in questa percezione della genesi tumorale, che apre da subito possibilità terapeutiche inaspettate e formidabili.

    Il Dott.Biava riceve presso il Centro di Medicina Biologica Monza

    Centro di Medicina Biologica: Via G. Ferrari, 6 Monza - prenotazioni: Tel. 039- 2914149 - E-mail: info@cembio.it