Calcoli renali: dieta e alimentazione

Che cosa sono i calcoli renali? Quali sono i sintomi? Una dieta e una corretta alimentazione possono essere di aiuto? Ecco le risposte.

calcoli renali dieta e alimentazioneI reni sono organi pari e posizionati nella regione lombare ai lati della colonna vertebrale. Pesano circa 165 grammi e sono formati da una zona esterna corticale, una interna midollare e da un apparato escretore. Questo organo svolge tre funzioni principali:

  • Elimina la maggior parte dei prodotti finali del metabolismo;
  • Secerne ormoni (es. eritropoietina, renina);
  • Mantiene l’equilibrio necessario tra l’interno e l’esterno delle cellule.

I reni filtrano circa 180 litri di sangue al giorno attraverso un gomitolo di capillari, detto nefrone. Qui avvengono i processi di filtrazione, secrezione e riassorbimento delle sostanze contenute nel torrente circolatorio in modo tale che il sangue pulito può ricircolare per tutto l’organismo ed i prodotti di rifiuto sono eliminati con l’urina. In breve elimina le molecole di scarto e riassorbe quelle di cui l’organismo ha bisogno. Pertanto i reni sono importanti nel mantenimento del bilancio idrico e di quello acido-base, oltre ad agire come organi detossificanti, in quanto partecipano all’eliminazione dei componenti estranei dell’organismo quali farmaci e tossine.

La calcolosi renali, detta anche litiasi renale, è una malattia causata da un accumulo di calcoli all’interno dei reni, delle vie urinarie o degli ureteri. Rappresenta una patologia molto comune con circa una persona adulta su undici che ne soffre. Ciò si riscontra soprattutto tra chi è sedentario o è esposto a molto caldo. La prevalenza è aumentata negli scorsi anni probabilmente a causa dei cambiamenti nell’alimentazione, nello stile di vita e nelle condizioni meteorologiche. Inoltre la calcolosi renale è spesso associata ad altre patologie renali croniche, osteoporosi e fratture, malattie coronariche, ipertensione e diabete di tipo II.

Prima di parlare nello specifico di come, nei calcoli renali, la dieta e l’alimentazione possano essere utili, diciamo che essi sono costituiti da sostanze che per diverse cause si sono prima concentrate e poi solidificate. In particolare il calcolo può rimanere fisso nel rene oppure può staccarsi discendendo nel tratto urinario. Generalmente se è di piccole dimensioni viene espulso senza sintomi, ma se rimane bloccato causa il dolore tipico delle coliche renali.

Più precisamente i calcoli renali sono formati per l’80% da calcio, soprattutto ossalato di calcio, oppure fosfato di calcio. Quelli contenenti acido urico o la struvite riguardano rispettivamente il 5 ed il 15% dei casi, mentre le altre forme sono rare. Ad ogni modo la sintomatologia comprende:

  • Colica renale: dolore intenso nella zona lombare ed irradiato all’addome o vescica;
  • Ostruzione del flusso urinario;
  • Ematuria: presenza di sangue nelle urine;
  • Eventuali infezioni urinarie ricorrenti.

Secondo diversi studi la calcolosi renale è caratterizzata nel 35-50% dei casi da recidive frequenti. Il fatto che circa la metà delle persone che hanno avuto un calcolo renale ne avranno un altro nel decennio successivo rende le misure preventive alquanto auspicabili.

Gli studi confermano: l’alimentazione e la dieta nei calcoli renali contano eccome. Come raccomandazione generale si consiglia di avere un’alimentazione bilanciata ed il più varia possibile. Alcuni casi possono richiedere una dieta morbida e di rimanere a riposo. Un aspetto fondamentale è di aumentare l’apporto di fluidi per produrre almeno 2,5 L di urine al giorno. Questo valore può essere valutato in maggior dettaglio anche grazie all’analisi della composizione corporea. E’ comunque sempre una buona norma evitare le bevande zuccherate e ricreative.

Soffermiamoci un attimo sui calcoli di ossalato di calcio, i più comuni.

Dieta per i calcoli e la colecisti: da evitare pizza e alimenti ricchi di sodio

Dieta per calcoli e colecisti pizzaTra i fattori di rischio principali c’è l’eccessiva escrezione di calcio nelle urine. Uno dei motivi può essere un consumo ingente di sodio di cui sono particolarmente ricchi gli insaccati, affettati, formaggi, pane, pizza e prodotti di rosticceria. Bisogna quindi seguire una dieta per calcoli e la colecisti, evitando in particolare la pizza e questi alimenti. L’apporto di calcio, invece, dovrebbe essere mantenuto a livelli adeguati secondo il proprio fabbisogno, poiché questo minerale ostacola l’assorbimento intestinale degli ossalati. Sappiamo che circa il 90% degli ossalati alimentari si legano al calcio nell’intestino tenue e sono escreti con le feci. Generalmente rimane solo un 10% residuo assorbibile nel colon. Ciò riveste un’importanza rilevante, in quanto un alto consumo di ossalati determina direttamente un’escrezione maggiore aumentando le probabilità di sviluppare nel tempo i calcoli. A proposito i cibi più ricchi di ossalato sono gli spinaci, il rabarbaro, le noci, i legumi, il cacao ed il cioccolato.

Le proteine, soprattutto quelle di origine animale, disturbano l’equilibrio acido-base portando ad acidosi ed incrementando il rilascio di calcio dalle ossa. Ciò è stato associato ad una maggiore incidenza di calcoli renali. D’altra parte aumentare il consumo di frutta e verdura è risultato in molti studi protettivo e benefico probabilmente a causa delle ripercussioni sull’equilibrio acido-base e per l’azione di altri meccanismi. È bene, pertanto, porre attenzione all’acidosi metabolica cronica, che causa una maggiore escrezione di calcio nelle urine.

Alti livelli di ossalati sono spesso riscontrabili nel malassorbimento dei grassi, che è una condizione spesso associata alle malattie infiammatorie intestinali ed all’intestino corto. Da qui nasce l’importanza di prestare attenzione anche al consumo dei grassi ed a tenere a bada lo stato infiammatorio nel tratto intestinale.

Per quanto riguarda i calcoli di acido urico i fattori di rischio comprendono una diuresi scarsa ed un basso pH urinario, cioè troppo acida. Per esempio la sindrome metabolica ed il diabete determinano una minore produzione di ammoniaca, che acidifica le urine predisponendo all’insorgenza dei calcoli. Ciò avviene anche in chi soffre di diarrea cronica a causa della perdita di bicarbonati. Attenzione perciò all’equilibrio acido-base ed al consumo di alimenti proteici.

Infine i calcoli di struvite sono dovuti ad infezioni croniche del tratto urinario da parte di alcuni batteri come Proteus, Klebsiella, Pseudomonas ed enterococchi, che necessitano di una terapia ad hoc.

Come hai avuto modo di approfondire leggendo questo articolo sotto il termine “calcoli renali” si nascondono differenti forme cliniche da prendere in considerazione insieme ai fattori dietetici. Per questi motivi è sempre raccomandabile affidarsi ad uno specialista al fine di impostare una terapia ed una nutri-terapia adeguata, equilibrata e senza carenze. Perché anche in campo nutrizionale non esiste una cura valida per tutti, bensì ognuno ha la propria cura.

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