I disturbi dello spettro autistico, spesso abbreviati per semplicità in autismo, appartengono ai disturbi del neurosviluppo, cioè hanno alla base un’alterazione dello sviluppo e della maturazione del sistema nervoso. Benché il cervello sia sicuramente implicato nella comparsa dei sintomi cognitivi e comportamentali, la sua attività può essere influenzata da vari fattori ad esso esterni, tra cui l’argomento di questo articolo: il microbiota e la disbiosi intestinale.

Introduzione ai disturbi del neurosviluppo

I disturbi dello spettro autistico definiscono un gruppo di disturbi del neurosviluppo tra cui il disturbo autistico, la sindrome di Asperger ed il disturbo pervasivo dello sviluppo. La loro diffusione nella popolazione è cresciuta fortemente nella popolazione nel corso degli ultimi decenni, mentre il rapporto tra maschi e femmine è di 4 a 1.  Dal punto di vista sintomatologico i disturbi dello spettro autistico sono caratterizzati da deficit nelle abilità comunicative, sociali e dalla presenza di comportamenti, interessi ed attività altamente selettivi e stereotipati.

I disturbi dello spettro autistico hanno alla base fattori di rischio molteplici e che riguardano sia la genetica che i fattori ambientali. Pertanto sono stati messi in luce aspetti genetici di suscettibilità, che interagiscono con quelli ambientali come per esempio l’esposizione a tossine endogene ed esterne nel corso della gravidanza o della prima infanzia.

Microbiota: che cos’è?

Il tratto intestinale ospita naturalmente un incredibile numero di microrganismi, che formano una vera e propria nicchia ecologica di biodiversità. Si tratta principalmente di batteri, oltre alla presenza secondaria anche di funghi e di alcuni virus. In condizione di salute questi microrganismi instaurano con l’organismo un rapporto reciproco di simbiosi mutualistica, cioè svolgono per noi varie funzioni in cambio di un ambiente accogliente e di un po’ del nostro cibo. In particolare questo insieme microbico prende il nome di microbiota, il quale interviene nella motilità intestinale, nella sintesi di numerose sostanze, nella competizione ai patogeni e nella maturazione del sistema immunitario. Ma non solo. Gli studi scientifici hanno dimostrato che il microbiota intestinale è importante per lo sviluppo del cervello e delle capacità cognitive, emotive e sociali. Ciò avviene grazie al cosiddetto asse cervello-intestino, che permette una comunicazione incessante tra il sistema nervoso, l’intestino ed i microrganismi qui residenti.

Il microbiota può compromettere lo stato di salute qualora la sua composizione sia alterata dal punto di vista qualitativo e/o quantitativo. Questa condizione prende il nome di disbiosi e può essere la conseguenza di:

  • Infezioni gastroenteriche;
  • Nascita per parto cesareo;
  • Abuso di antibiotici o di altri antimicrobici, anche naturali;
  • Allattamento insufficiente;
  • Dieta sbilanciata e poco varia;
  • Disturbi e malattie intestinali;
  • Esposizione ad inquinanti ambientali;
  • Operazioni chirurgiche intestinali.

Autismo e squilibrio microbico

Un numero crescente di studi evidenzia numerosi punti di collegamento tra l’alterazione della normale biodiversità microbica e varie malattie di ambito neuro-psichiatrico come per esempio il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività, la sindrome del colon irritabile, la depressione, i disturbi d’ansia e l’autismo.

batteri microbiotaIn caso di autismo si riscontrano spesso differenze nella composizione dei microrganismi intestinali rispetto ai bambini sani. In special modo i bambini con disturbo dello spettro autistico tendono ad avere una maggiore predominanza di alcuni funghi e/o batteri, che possono causare infiammazione ed il rilascio di sostanze nocive. Spiccano per importanza i batteri Caloramator, Sarcina, Desulfovibrio e Clostridium, in particolare C. perfringens, difficile e histolyticum. Senza tralasciare che la disbiosi può essere anche di tipo fungino, dovuta in primis dalle varie specie di Candida.

Le relazioni tra i disturbi dello spettro autistico con il microbiota intestinale sono supportate dall’osservazione che spesso i bambini soffrono di disturbi gastrointestinali come per esempio stitichezza, feci non formate o maleodoranti. Inoltre, l’esordio dei sintomi segue frequentemente ad un abuso di antibiotici generalisti, anche se un intervento mirato a ridurre la proliferazione batterica nell’intestino può essere di beneficio.

Quali meccanismi principali?

I microrganismi intestinali secernono sostanze neuro-attive e vari neurotrasmettitori che possono influenzare lo sviluppo ed il funzionamento del sistema nervoso. Inoltre, il microbiota in uno stato di disbiosi è in grado di alterare le risposte immunitarie e favorire uno stato pro-infiammatorio. Ciò è concorde con gli altri ben noti fattori di rischio per l’autismo come per esempio l’infiammazione conseguente ad infezioni in gravidanza oppure alle malattie autoimmuni materne.

In particolare i clostridi non sono batteri invasivi, ma alcuni di questi sono in grado di secernere tossine che possono attraversare la barriera intestinale e riversarsi nel sangue raggiungendo organi distanti, tra cui il cervello. Le spore dei Clostridi possono incidere, infatti, sul circuito dopaminergico del cervello. Il loro coinvolgimento è anche sottolineato dagli studi che mettono in collegamento il glifosato, un erbicida altamente utilizzato, con lo spettro autistico. In merito è stato dimostrato che l’esposizione al glifosato può alterare il microbiota intestinale. Da un lato esso può agevolare la proliferazione di alcune specie patogene di Clostridi e di Salmonella, mentre dall’altro è in grado di sopprimere i microrganismi per noi più benefici e simbiotici.

A differenza di quanto si crede e da quanto proposto dal marketing pubblicitario, purtroppo i probiotici non sono sufficienti a risolvere uno stato cronico di disbiosi intestinale, la quale può essere invece affrontata insieme ad uno specialista secondo cure specifiche ed un’alimentazione personalizzata, che tengano conto sia dei microrganismi specifici che dell’ambiente che li accoglie.

Cembio per il benessere intestinale nell’autismo

Il Centro di Medicina Biologica affronta i disturbi dello spettro autistico attraverso percorsi terapeutici dedicati. Come delineato in questo articolo la disbiosi intestinale, in particolar modo la proliferazione di alcuni batteri o funghi, possono contribuire allo sviluppo dell’autismo. Inoltre, è spesso riscontrabile un aumento dei livelli di sostanze di derivazione microbica, che sono in grado di esercitare i loro effetti nocivi anche a distanza dalla loro sede originaria di produzione. Per questi motivi i nostri specialisti ritengono importante valutare lo stato di salute dell’apparato digerente e l’equilibrio del microbiota intestinale, in quanto possono contribuire al mantenimento dello stato pro-infiammatorio tipico dei disturbi autistici. In merito è opportuno sottolineare che alcuni dei sintomi possono essere dovuti ad uno stato infiammatorio a livello intestinale ed in ambito cerebrale tramite la cosiddetta neuro-infiammazione.

In conclusione il nostro Centro affronta questi disturbi del neurosviluppo mediante un approccio funzionale e secondo una prospettiva ampia al fine di considerare, e nel caso affrontare terapeuticamente, i vari aspetti disfunzionali, tra cui il benessere intestinale. Infine, effettuiamo test innovativi per l’approfondimento della salute e dell’integrità intestinale, del microbiota, dei neurotrasmettitori e dei metaboliti coinvolti nello spettro autistico.

Contatta la nostra segreteria per avere maggiori informazioni sulle nostre analisi ed attività e per fissare un primo appuntamento con i nostri specialisti.

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  • Li Q, Zhou JM. The microbiota-gut-brain axis and its potential therapeutic role in autism spectrum disorder. Neuroscience. 2016 Jun 2;324:131-9;
  • Li Q, Han Y, Dy ABC, Hagerman RJ. The Gut Microbiota and Autism Spectrum Disorders. Front Cell Neurosci. 2017 Apr 28;11:120.
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