Sindrome dell’ovaio policistico

La sindrome dell’ovaio policistico (abbreviata nell’acronimo inglese PCOS) è uno dei disturbi ormonali più diffusi tra le donne in età riproduttiva riguardando approssimativamente dal 3 al 15% di tutte le donne.  Questa sindrome è caratterizzata dalla presenza di alti livelli degli ormoni androgeni, spesso accompagnata da anormalità dell’ovulazione e/o almeno 12 cisti in un ovaio. Gli effetti cutanei di un eccesso androgenico (irsutismo, acne, alopecia) sono i principali responsabili di un generale abbassamento della qualità di vita, oltre ad essere fonte di stress cronico e causa di alterazioni del tono dell’umore.

Dal punto di vista biochimico si assiste ad una maggiore produzione di androgeni e di estradiolo, oltre ad un malfunzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaie che si manifesta con livelli più alti di LH e meno di FSH.  Accanto alle elevate concentrazioni di androgeni e le loro conseguenze (es. irsutismo), la sindrome dell’ovaio policistico è spesso caratterizzata da disturbi del ciclo mestruale (amenorrea o oligomenorrea), che frequentemente si traduce in infertilità nel 70% dei casi. Inoltre le donne con PCOS sono maggiormente soggette a disturbi metabolici tra cui per esempio la sindrome metabolica (40%) ed il diabete. L’iper-androgenia persistente, che comporta un maggior tasso di conversione degli androgeni in estrogeni nel tessuto grasso, potrebbe aumentare anche il rischio di incorrere in tumori dipendente dagli ormoni tra cui quelli a livello dell’endometrio, mammelle ed ovaio. In aggiunta ci può essere un’alterazione dei grassi (es. alto colesterolo VLDL e LDL), che aumenta il rischio cardiovascolare, ed una disfunzione a carico del metabolismo del ferro.

La sindrome dell’ovaio policistico, fin dai primi stadi, mostra danni silenti a livello cellulare.

Tra le varie cause della PCOS si ipotizza un difetto delle cellule della teca ovarica, che provoca una produzione eccessiva di ormoni androgeni e la comparsa dei sintomi. Accanto a questa causa le ricerche hanno messo in luce altri fattori importanti e di cui bisogna tenerne conto. Può essere una conseguenza dell’alterazione del rilascio dell’ormone GnRH, che stimola a sua volta le cellule ovariche a produrre androgeni, oppure di bassi livelli dell’ormone ipofisario FSH. Altri studi rimarcano gli effetti derivanti dall’esposizione agli interferenti endocrini oppure sottolineano il ruolo di disfunzioni pancreatiche, resistenza insulinica ed obesità. Quest’ultimo aspetto è sostenuto dall’evidenza che in una condizione di eccesso ponderale possono comparire disturbi mestruali ed iper-androgenismo, mentre un’adeguata riduzione del peso fa diminuire questi segni. Per quanto riguarda la resistenza insulinica questa è caratterizzata dall’incapacità dell’insulina e/o dei tessuti di controllare al meglio la glicemia e si pensa che riguarda almeno un caso su due di PCOS, soprattutto le donne con obesità e/o sarcopenia. Per di più queste evidenze metaboliche sono supportate anche dalle scoperte della genetica.

È importante tenere sotto controllo i parametri ormonali e metabolici.

La resistenza insulinica aumenta il rischio di numerose malattie come l’ipertensione arteriosa, problematiche vascolari ed aterosclerosi, diabete e malattie cardiovascolari. In aggiunta l’insulina stimola le cellule della teca ovarica a produrre testosterone, che è il responsabile dello sviluppo dell’iper-androgenismo, cioè acne, irsutimo, alopecia. In aggiunta non bisogna tralasciare il ruolo dell’infiammazione, in quanto la comparsa della sindrome policistica ovarica mostra più di un collegamento con i livelli dei bio-marcatori infiammatori (es. IL-6, IL-18, TNF-alfa). In generale la gestione del peso e del profilo metabolico sono fondamentali per ridurre i fattori di rischio cardiovascolari, riequilibrare la funzionalità neuro-endocrina, riproduttiva e normalizzare la pressione del sangue.

La complessità di tutti gli aspetti citati testimonia la necessità di agire su molteplici fronti nella gestione di questa sindrome come per esempio a livello ormonale, immunitario, nutrizionale e metabolico. Ecco perché è sempre opportuno rivolgersi ad uno specialista al fine di impostare una terapia corretta e monitorare un sano stile di vita giorno dopo giorno.  A tal fine i professionisti del Centro di Medicina Biologica di Monza sono pronti a discutere insieme la problematica e ad agire sia in chiave preventiva che terapeutica.

Bibliografia essenziale:

  • Nandi A, Chen Z, Patel R, Poretsky L. Polycystic ovary syndrome. Endocrinol Metab Clin North Am. 2014 Mar;43(1):123-47.
  • Norman RJ, et al. Polycystic ovary syndrome. 2007 Aug 25;370(9588):685-97;
  • Palioura E, Diamanti-Kandarakis E. Polycystic ovary syndrome (PCOS) and endocrine disrupting chemicals (EDCs). Rev Endocr Metab Disord. 2015 Dec;16(4):365-71;
  • Jin P, Xie Y. Treatment strategies for women with polycystic ovary syndrome. Gynecol Endocrinol. 2018 Apr;34(4):272-277;
  • Lizneva D, et al. Criteria, prevalence, and phenotypes of polycystic ovary syndrome. Fertil Steril. 2016 Jul;106(1):6-15.