Tiroidite di Hashimoto aumento di peso

La tiroidite di Hashimoto è la causa più frequente di ipotiroidismo ed una delle malattie autoimmuni più diffuse al mondo. Questa malattia provoca alterazioni ormonali e metaboliche che possono ripercuotersi negativamente sul corpo promuovendo un aumento indesiderato del peso corporeo. Se vuoi saperne di più su questo argomento prosegui la lettura di questo articolo del Centro di Medicina Biologica!

 

Tiroidite di Hashimoto e aumento di peso: generalità, cause e fattori di rischio

Nel corso degli ultimi decenni si assiste ad un aumento dei casi delle persone colpite da patologie autoimmuni. Ciò non trova un’adeguata spiegazione se si tiene conto della sola genetica, ma si ritiene che i cambiamenti avvenuti a livello dell’ambiente e dello stile di vita contribuiscano fortemente a questo incremento. Anche i problemi di peso seguono da molto tempo un trend crescente nel mondo rappresentando un vero e proprio problema di salute globale.

La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune, in cui la risposta immunitaria è rivolta contro la stessa ghiandola tiroidea. È la causa principale di ipotiroidismo, che è una condizione in cui la tiroide non produce abbastanza ormoni tiroidei (T3 e T4). In merito si stima che circa il 5% della popolazione europea soffra di ipotiroidismo, anche se molte persone non ne sono a conoscenza e non hanno una diagnosi definita. Inoltre la tiroidite di Hashimoto è spesso accompagnata da altre patologie autoimmuni come per esempio la vitiligine, l’artrite reumatoide e la celiachia.

La tiroidite di Hashimoto è dovuta a disfunzioni immunitarie, fattori ambientali e suscettibilità genetica.

In maggior dettaglio la tiroidite di Hashimoto è caratterizzata dall’infiltrazione dei globuli bianchi nella tiroide e dalla presenza di anticorpi anti-tiroidei come per esempio gli anticorpi anti-tireoperossidasi e anti-tiroglobulina.  È ben noto che l’ipotiroidismo provoca un abbassamento generale della qualità di vita e può portare a diversi sintomi. Tra questi c’è sicuramente l’aumento di peso. Di fatto dopo l’avvento di ipotiroidismo c’è spesso un aumento del peso corporeo, mentre si tende a perderlo una volta che il disturbo viene gestito tramite terapie specifiche. Questi effetti avvengono a causa delle ripercussioni della tiroide sul metabolismo generale e sul senso dell’appetito.

Ma la questione è un po’ più complessa, in quanto non solo l’ipotiroidismo porta ad obesità, ma anche una condizione di obesità provoca alterazioni ormonali. In particolate un eccesso di peso può abbassare i livelli di fT3, fT4 ed alzare il TSH, oltre a mantenere uno stato infiammatorio silente. A differenza di quanto si pensa il tessuto adiposo non è inerte, ma è in grado di rilasciare numerosi fattori ed ormoni, che sono a loro volta coinvolti nella regolazione di molte funzioni fisiologiche, tra cui le risposte immunitarie e l’equilibrio ormonale. Pertanto sulla base degli ultimi studi l’obesità è in grado di influire indirettamente sullo sviluppo e sulla progressione delle malattie autoimmuni.

Tiroidite di Hashimoto e aumento di peso: sintomi e complicanze

I sintomi dell’ipotiroidismo generalmente tendono a comparire man mano che i livelli ormonali si abbassano e più è grave la condizione più il numero dei sintomi aumenta di pari passo. Tra i principali ci sono:

  • Spossatezza quotidiana;
  • Aumento di peso non altrimenti giustificato;
  • Mancanza di concentrazione;
  • Irritabilità o suscettibilità emotiva;
  • Anomalie del ciclo;
  • Pelle secca;
  • Perdita di capelli;
  • Disturbi intestinali come la stipsi.

Se non trattato l’ipotiroidismo può portare a gravi conseguenze per la salute come l’infertilità, le malattie cardiovascolari, sintomi muscoloscheletrici, disturbi gastrointestinali e neuropatia sensoriale.

Le persone che hanno una bassa funzionalità tiroidea tendono ad essere in sovrappeso o in una situazione di obesità. Inoltre sono a maggior rischio di andare incontro a problemi metabolici come il diabete di tipo 1 o di tipo 2 (mellito). Per di più le evidenze mostrano un aumento dello stress ossidativo, che è dato dallo sbilanciamento tra le molecole ossidanti e la barriera antiossidante, la quale in parte deriva dalle attività naturali del corpo e, dall’altra, dall’introduzione dei cibi ad azione antiossidante.

Esami clinici

Dal punto di vista diagnostico la tiroidite di Hashimoto deve essere valutata da uno specialista sulla base dei sintomi e degli indicatori biochimici di laboratorio. Il sospetto diagnostico può venire confermato qualora si riscontri un aumento dei livelli ematici dell’ormone TSH e livelli degli ormoni fT3 e fT4 al di sotto dei livelli raccomandati. Inoltre è riscontrabile la presenza degli anticorpi anti-tiroidei.

Fertilità e rischi in gravidanza

La tiroidite di Hashimoto è associata a disturbi della riproduzione nelle donne in età riproduttiva. In particolare si evidenzia un maggior rischio di insufficienza ovarica, la quale comporta nelle donne amenorrea ed infertilità.

Durante la gravidanza avvengono dei normali processi di cambiamento della funzionalità tiroidea. In particolare si assiste ad una maggiore produzione ormonale in modo tale da soddisfare la disponibilità degli ormoni materni tiroidei per lo sviluppo del bambino, soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza.

Deficit della produzione ormonale tiroidea possono alterare l’inizio o il decorso della gravidanza provocando aborti spontanei, nascita pre-termine, ipertensione in gravidanza e ritardi dello sviluppo nel neonato.

Disfunzioni: cure e prevenzione

Come è ben noto una disfunzione tiroidea può riverberarsi sul peso provocando un aumento del tessuto adiposo ed alterazioni del metabolismo dei grassi. Ma un’alimentazione adeguata e specifica per la persona può aiutare a ridurre i sintomi della tiroidite, a mantenere un peso salutare e prevenire le condizioni di malnutrizione. Ciò avviene perché un’alimentazione corretta consente di nutrire il corpo rifornendo di tutti gli elementi nutrizionali di cui ha bisogno e perché i nutrienti sono in grado di influenzare i processi metabolici, infiammatori, intestinali ed ormonali.

In particolare l’approccio terapeutico alla tiroidite di Hashimoto deve racchiudere tutti gli aspetti di potenziale impatto sul funzionamento tiroideo. Per questo motivo si consiglia di rivolgersi ad uno specialista al fine di valutare opportunamente non solo i livelli ormonali, ma anche le attività enzimatiche delle cellule, il metabolismo, lo stato infiammatorio, l’accumulo tossinico ed il benessere gastrointestinale. In merito noi del Centro di Medicina Biologica effettuiamo test innovativi degli ormoni, che vengono dosati in modo più preciso ed accurato rispetto agli esami ematici standard. Per di più presso di noi è possibile effettuare analisi per la valutazione della composizione corporea (es. massa grassa) e dell’esposizione a sostanze tossiche ed interferenti con l’equilibrio ormonale.

È opportuno affrontare l’aumento di peso insieme alle altre problematiche della tiroidite.

Una condizione di sovrappeso o di obesità richiede di essere affrontata tramite l’adozione di uno stile di vita salutare e di un’alimentazione equilibrata. A differenza di quanto spesso si crede non esiste un’alimentazione valida per tutti e persino nel caso dell’obesità un cibo può andare bene per alcune persone, ma non per altre. Ciò è dovuto a fattori genetici ed ormonali, allo stile di vita (es. attività fisica) ed alla presenza di eventuali carenze nutrizionali e/o di veri e propri disturbi (es. gastrointestinali). Pertanto rivolgersi ad un professionista consente di prendersi carico dei vari aspetti collegati alla salute e di impostare una vera e proprio terapia nutrizionale al fine di ottenere maggiori risultati ed in minor tempo. Inoltre è stato dimostrato che essere seguiti da uno specialista riduce il rischio di andare incontro a diete poco equilibrate e consente di mantenere nel tempo il peso salutare raggiunto.

Bibliografia essenziale:

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In Conclusione

In conclusione l’aumento di peso è una problematica comune in chi soffre della tiroidite di Hashimoto e deve essere affrontata tramite cure mirate ed una terapia nutrizionale, che non si fermi al solo conteggio delle calorie, bensì contenga i fattori nutrizionali di cui necessita non soltanto la tiroide, ma l’intero organismo. Il tutto deve essere incluso in un approccio di cura più ampio, che si ponga l’obiettivo di rifar funzionare pienamente la tiroide e tenere a freno i processi autoimmuni.

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