Dieta alcalinizzante per il tumore e l’acidosi

dieta alcalinizzante tumoreTutte le cellule e l’ambiente che le circonda hanno una certa concentrazione di protoni (H+), che sono piccoli ioni dalla notevole importanza per la vita biologica. La concentrazione dei protoni è espressa più comodamente tramite la scala del pH, in cui valori rispettivamente sopra e sotto il sette indicano soluzioni alcaline ed acide. L’importanza e la diffusione dei protoni sottolinea l’importanza di regolare il pH e di adattare il sistema biologico ad un livello particolare di pH. Questo potrà aiutarci a comprendere come una dieta alcalinizzante per il tumore sia una scelta importante.

Sappiamo che la vita delle cellule è possibile solo in una stretta banda di pH e, perciò, dispongono di numerosi meccanismi al fine di salvaguardare questo parametro essenziale. Le proteine sono particolarmente sensibili al pH e la loro funzionalità può cambiare drammaticamente quando si sposta l’equilibrio acido-base. Ecco perché le cellule ed i tessuti in generale dispongono di sistemi tamponi, che agiscono attenuando gli sbalzi del pH avvenuti per vari motivi. Inoltre la membrana biologica delle cellule separa l’ambiente interno da quello esterno (extra-cellulare), oltre a dar origine agli organelli intra-cellulari come per esempio i mitocondri. Queste suddivisioni formano, pertanto, compartimenti caratterizzati da pH diversi a seconda delle varie funzioni. A causa del dispendio metabolico e della produzione di anidride carbonica le cellule sono dei forti produttori di acidi, che se non tenuti sotto controllo possono spostare l’ago della bilancia del pH. Per far questo le cellule dispongono di trasportatori molecolari specifici. Si precisa che l’organismo possiede meccanismi fisiologici particolarmente attenti a tenere sotto controllo il pH ematico, poiché anche un cambiamento modesto del suo valore può mettere in pericolo il buon funzionamento delle cellule e la salute. Tuttavia, si può presentare una condizione di acidosi a livello extra-cellulare, cioè nell’ambiente che circonda la cellula, dove si possono accumulare acidi oppure ridurre i tamponi, come per esempio avviene attorno ai tumori.

Le cellule sono continuamente impegnate in reazioni che producono e consumano acidi e basi.

I tumori sono sistemi complessi, adattativi, cioè cambiano nel corso del tempo e dello spazio in cui si trovano, ed in continua interazione con l’organismo. I livelli di ossigeno, zuccheri e pH del tumore influenzano sia la sopravvivenza che la proliferazione delle cellule tumorali e, a loro volta, sono influenzati dallo stesso metabolismo cellulare e dalla loro interazione con i vasi sanguigni e tessuti. In special modo le cellule tumorali hanno un fabbisogno elevato di nutrienti per supportare la loro proliferazione accelerata. Perciò i processi responsabili dell’ingresso di glucosio, grassi e aminoacidi sono particolarmente attivi. Le cellule tumorale richiedono un forte introito di energia per supportare la loro crescita, che si traduce in un notevole utilizzo del glucosio.

La presenza di aree con una bassa tensione di ossigeno è associata ad un incremento delle metastasi suggerendo che l’ipossia sia un fenomeno importante nei tumori. In merito è stato dimostrato che l’ipossia altera il funzionamento delle cellule come per esempio per quanto riguarda il metabolismo energetico. In particolare l’ipossia scatena l’attivazione del fattore di trascrizione HIF, che controlla alcune componenti chiave dei meccanismi proliferativi e metastatici. È stato osservato che il metabolismo tumorale sfrutta prevalentemente la fermentazione anaerobica (glicolisi), pur in presenza di ossigeno, secondo l’effetto descritto da Otto Warburg. E ciò è particolarmente indotto da una condizione di scarsità di ossigeno. La predominanza della glicolisi porta ad un accumulo di lattato, che deve essere eliminato dalla cellula attraverso specifici trasportatori. Si ipotizza che la fermentazione, pur essendo energeticamente più sfavorevole, assicuri alle cellule tumorale un vantaggio adattativo promuovendo la diffusione di acidi nello spazio circostante. Ciò agevola la crescita tumorale attraverso la riduzione della proliferazione delle cellule normali, il rimodellamento dell’ambiente extra-cellulare, la promozione dell’angiogenesi e l’inibizione delle risposte immunitarie.

Il pH tissutale influenza molti processi molecolare all’interno delle cellule.

Un altro aspetto che sta sollevando un crescente interesse in ambito oncologico è la presenza di un ambiente extra-cellulare acido, spesso riscontrato nei tumori. Il pH delle cellule è coinvolto in vari meccanismi cellulari come la replicazione, differenziazione, migrazione, morte programmata e trasformazione neoplastica. In particolare le cellule tumorali utilizzano trasportatori attivi di protoni (o di loro equivalenti chimici) per mantenere un pH interno alcalino a dispetto della produzione acida di origine metabolica e di un pH esterno basso. Il micro-ambiente del tumore può raggiungere valori di pH fino a sei, principalmente per la presenza dell’anidride carbonica e l’incremento dell’estromissione dell’acido lattico.

La sopravvivenza delle cellule dipende strettamente dal mantenimento di un equilibrio favorevole acido-base.

La scarsa perfusione dei tumori risulta in una condizione di acidosi del comparto extracellulare a causa dell’incremento della produzione di metaboliti acidi (es. acido lattico) e di anidride carbonica originati dal veloce tasso metabolico. E secondo le ultime ricerche le cellule tumorali, grazie alla loro instabilità genetica, possono trarre beneficio da una condizione di acidosi extra-cellulare adattando i propri apparati di rilevazione e di regolazione del pH. L’acidosi tissutale facilita l’invasività e la metastatizzazione delle masse tumorali, anche in modo indipendente dall’ipossia. In aggiunta questi tumori sembrano maggiormente resistenti alla chemio e radioterapia. Senza tralasciare che un micro-ambiente acido tende a rendere la risposta immunitaria meno efficiente.

Acidosi e tumori: vi è correlazione?

Acidosi e tumoriNon si parla solo di dieta alcalinizzante per il tumore ma anche di acidosi e tumori. Al momento gli esperimenti di laboratorio mostrano che alcuni tipi di tumori crescono meglio in un ambiente acido, mentre l’incremento del pH inibisce la formazione del tumore o di metastasi. Affrontare l’acidosi è al centro di numerosi studi in ambito terapeutico. Neutralizzare l’acidità tumorale, infatti, potrebbe aumentare l’efficacia di alcuni chemioterapici attraverso l’effetto noto come “trappola degli ioni”. Inoltre l’equilibrio acido-base è di pertinenza nutrizionale, in quanto i prodotti di origine vegetale, soprattutto la frutta e la verdura, contengono minerali e metaboliti ad azione alcalinizzante. D’altra parte le proteine e gli zuccheri raffinati esercitano un effetto pro-acidificante. Che l’alimentazione possa esercitare un impatto sulla salute attraverso l’equilibrio acido-base è avvalorato dall’associazione tra il carico di acidi di origine alimentare ed il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, l’insufficienza renale e l’osteoporosi. Ad ogni modo in oncologia sono necessari ulteriori studi per approfondire la questione dal punto di vista clinico e pertanto rimaniamo in attesa di ulteriori conferme dal mondo della ricerca per quel che riguarda la dieta alcalinizzante per il tumore e l’acidosi.

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