Dieta per il tumore al polmone: quale alimentazione?

dieta tumore polmoneLa giusta dieta per il tumore al polmone è importante. Quale alimentazione per il tumore al polmone è bene seguire? Esso è il quarto tumore più diagnosticato al mondo rappresentando circa il 13-17% di tutti i casi ed è responsabile del 19% delle morti per cancro. L’incidenza è bassa prima dei 40 anni ma aumenta fino ai 75-80 in molte popolazioni. La maggior parte dei casi sono diagnosticati ad uno stadio avanzato a causa della relativa mancanza di sintomi clinici nella fase iniziale. Benché l’incidenza nel Nord America, Europa ed Australia sia in diminuzione, i numeri relativi ai casi in Asia e Africa sono in aumento, probabilmente a causa delle rilevanti problematiche ambientali.

Il cancro di questo tipo è un processo lungo che può portare ad alterazioni genetiche ed epigenetiche nelle cellule. Solo 1% dei casi originano dall’ereditarietà di mutazioni genetiche, le quali invece generalmente compaiono a causa dell’esposizione ambientale e dai fattori dello stile di vita. Gli aspetti genetici sembrano importanti soprattutto quando c’è familiarità per le forme più precoci. Ad ogni modo il fatto che solo una minoranza dei fumatori sviluppi effettivamente il tumore supporta l’ipotesi che la suscettibilità genetica, in combinazione ai fattori ambientali possa contribuire allo sviluppo tumorale.

Tra gli altri fattori di rischio clinici (oltre alla dieta e tumore al polmone) ci sono le infezioni polmonari, l’esposizione alle radiazioni ionizzanti, all’inquinamento domestico ed ambientale così come l’esposizione lavorativa a sostanza nocive come i metalli pesanti, gli idrocarburi policiclici aromatici, il radon e l’amianto. I polmoni sono facilmente esposti ai cancerogeni, i quali possono dar origine a prodotti infiammatori ed ossidanti che hanno l’abilità di interagisce con il DNA, formare addotti chimici e causare danno genetico. Tutto ciò può portare la cellula ad alterazioni delle sue varie funzioni, come per esempio la capacità di regolare la propria crescita e replicazione.

Il fumo costituisce la causa principale di tutte le principali forme istologiche del tumore al polmone contribuendo per il 50-80% di tutti i casi al mondo. Gli effetti cancerogeni del fumo furono stati avanzati già negli anni ’50 fino ad essere riconosciuti dalle autorità regolatorie nella metà degli anni ’60. I tassi di incidenza del tumore al polmone riflettono i cambiamenti nel consumo di sigarette e sigari nei vari paesi. Un aumento della richiesta è accompagnato da un incremento nel numero dei casi diagnosticati dopo qualche decennio, mentre una diffusione minore è seguita da una minore incidenza. Si sa che il i fumatori attivi hanno un rischio almeno venti volte maggiore rispetto ai non fumatori. In particolare l’aspetto più determinante sul rischio è certamente la durata del tabagismo. Ma è stato osservato che il rischio diminuisce quando si interrompe il fumo e gli effetti favorevoli sull’organismo sono apparenti persino quando si dice stop in età avanzata. Ad ogni modo permane per tutta la vita un maggior rischio per la salute anche per chi ha già smesso. Per di più il rischio oncologico aumenta persino nel fumo passivo.

Smettere di fumare rappresenta perciò la strategia primaria per prevenire il tumore al polmone. Ma i risultati degli studi suggeriscono che anche i fattori nutrizionali possono svolgere un ruolo nello sviluppo del tumore al polmone.

Alimentazione per il tumore al polmone: quale dieta seguire?

Alimentazione per il tumore al polmoneAlimentazione e tumore al polmone: quale potrebbe essere la giusta dieta per il tumore al polmone? È sempre più riconosciuto che l’alimentazione ed una corretta nutrizione dell’organismo svolgono un ruolo importante nello sviluppo e nella progressione dei tumori e sempre più sostanze alimentari sono associate al rischio oncologico.

Sussiste l’evidenza che la dieta per il tumore al polmone deve essere ricca di verdure e di frutta possa esercitare effetti protettivi sul tumore al polmone. In particolare si stima che un più alto consumo di prodotti di origine vegetale abbassi il rischio del 8-18%. E ciò sembra più evidente nei fumatori e per almeno quattro etti di frutta e verdura al giorno. Alcuni prodotti di origine vegetali contengono molecole fitochimiche, che si ipotizza possano ridurre il rischio a causa della loro capacità antiossidante.

Negli ultimi anni i composti vegetali ad azione bioattiva hanno attirato particolare attenzione. Tra quelli più indagati ci sono sicuramente i polifenoli, che sono presenti nei prodotti di origine vegetale come la frutta e la verdura e che secondo numerose evidenze riducono il rischio di vari tipi di cancro. Il gruppo dei polifenoli comprende almeno 40.000 tipi di molecole, che conferiscono alla pianta meccanismi di difesa contro i patogeni ed i danni ambientali così come fungono da segnali di comunicazione. Molti studi di laboratorio e di natura epidemiologica suggeriscono che i polifenoli abbiano un potenziale ruolo nel controllo dei processi tumorali. In particolare i polifenoli agiscono su più meccanismi di prevenzione oncologica. Intervengono, infatti, come antiossidanti neutralizzando l’azione delle molecole ossidanti che danneggiano i lipidi, le proteine ed il DNA delle cellule, oltre a controbilanciare lo stress ossidativo causato dai cancerogeni.  In secondo luogo sono in grado di interagire con le proteine cellulari inibendo l’attività degli enzimi coinvolti nella trasformazione dei precursori cancerogeni in altri intermedi più dannosi. Quest’ultimi possono legarsi al DNA e formare addotti chimici che promuovono i processi di cancerogenesi. Infine i polifenoli possono aumentare l’attività dei processi detossificanti agevolando la formazione di sostanze meno tossiche e la loro escrezione attraverso la bile e l’urina. In tutto il mondo le diete a prevalenza vegetale sono ricche di polifenoli come l’acido fenolico, quercetina, stilbeni, licopene, beta-criptoxantina, carotenoidi e luteina. In generale tanto più la dieta è varia quanta più diversità di molecole assumiamo. Molte ricerche sostengono, perciò, che un consumo abituale di polifenoli attraverso gli alimenti possa agire in modo protettivo sulla nostra salute e che quindi possa esservi una correlazione tra alimentazione e tumore al polmone. Per esempio il rischio di sviluppare il carcinoma squamoso polmonare è ridotto tra i fumatori che consumano un’ampia varietà di vegetali. Alcune verdure appartenenti alle Cruciferae (es. cavoli, cavolinini di Bruxelles, broccoli) sembrano particolarmente benefiche, probabilmente a causa dell’alto contenuto di isotiocianati, che gli studi di laboratorio hanno dimostrato avere proprietà preventive sul tumore. Altre sostanze molecole polifenoliche sono i flavonoidi, che hanno effetti antiossidanti, di cui sembrano beneficiarne soprattutto i fumatori.

Mangiare una porzione adeguata di frutta e verdura costituisce una valida misura preventiva: ecco la giusta alimentazione per il tumore al polmone.

Dieta e tumore al polmone: cos’altro è bene sapere? Un alto consumo di carne, soprattutto se cotta ad alte temperature o processata industrialmente, può incrementare il rischio e ciò potrebbe essere collegato alla formazione di nitrosammine durante la cottura. Inoltre gli studi osservazionali mostrano che un basso livello di vitamina D è associata al tumore al polmone, mentre un apporto adeguato di carotenoidi di origine alimentare è protettivo. Il thè verde sembra particolarmente benefico nei fumatori, i quali mostrano spesso anche deficit del precursore della vitamina A. Anche un forte consumo di alcol è stato confermato come fattore implicato in questo tumore.

Quindi c’è l’evidenza che uno stile alimentare sano possa ridurre il rischio di tumore al polmone. Ciò trova conferma nel fatto che le verdure, la frutta, il pesce, la carne magra sono stati associati con un minor rischio. Inoltre una dieta tipicamente occidentale a base di cereali raffinati, prodotti di origine animale e zuccheri è stata associata ad una maggiore probabilità di ammalarsi di tumore al polmone, mentre una dieta sana come quella mediterranea agisce in maniera opposta. Pertanto, questa potrebbe essere la giusta dieta contro il tumore al polmone, anche da un punto di vista preventivo.

Ad ogni modo gli effetti benefici dell’alimentazione per il tumore al polmone sembrano dipendere più dalla combinazione ed interazione delle componenti alimentari piuttosto che dall’azione di una manciata di nutrienti. Ciò che ci protegge è il mix variegato di nutrienti, vitamine, minerali, antiossidanti e molecole vegetali, che possono agire in modo sinergico tra loro potenziando le loro singole qualità.

Mangiare in modo sano ed adottare uno stile di vita sano sono necessari per la prevenzione del tumore al polmone, specialmente per i fumatori del passato e del presente.

Alla diagnosi i sintomi più comuni sono spossatezza, dolore, mancanza di appetito, tosse ed insonnia. Successivamente la chemioterapia è spesso accompagnata da nausea, vomito, perdita dei capelli, mentre la radioterapia provoca la comparsa di difficoltà nella deglutizione, infiammazione della gola e dell’esofago. Ne consegue che molti dei sintomi lamentati dai pazienti, anche per cause legate alle terapie, hanno un impatto notevole sulla nutrizione dell’organismo, cioè ostacolano la capacità di raggiungere un introito nutrizionale adeguato ed aumentano il rischio di malnutrizione. Non è un caso che i tassi di malnutrizione nei pazienti con tumore al polmone siano particolarmente elevati, persino rispetto ad alti tipi di cancro, coinvolgendo almeno una persona su tre. Queste condizioni peggiorano con l’avanzare delle terapie e le carenze nutrizionali sono accompagnate da una consistente perdita di peso.

Accanto agli effetti negativi sulla funzionalità psico-fisica e sociale, un alto numero di studi ha evidenziato che la perdita ponderale o la malnutrizione è associata ad una minore efficacia terapeutica. Benché i meccanismi alla base siano ancora poco chiari si ipotizza che ciò potrebbe essere collegato alle problematiche cardiache, polmonari e da una minore risposta immunitaria. Inoltre si assiste ad una minore tolleranza alle terapie, in quanto uno scarso stato nutrizionale espone ad un maggior rischio di tossicità collaterale, che spesso costringono di conseguenza ad attenuare, rallentare o cessare le terapie.

È ben chiaro che la malnutrizione e la perdita di peso hanno effetti negativi sull’efficacia delle terapie.

Tenendo conto di tutto ciò è importante prevenire ed intervenire su questi aspetti nutrizionali attraverso la supervisione di uno specialista al fine di impostare un supporto nutrizionale bilanciato. Ecco perché le strategie nutrizionali sono di vitale importanza per migliorare il benessere ed aumentare le capacità di risposta dell’organismo anche in chiave terapeutica.

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