Candida: i sintomi di quella orale e intestinale

candida sintomiCandida: quali sintomi? In questo articolo parleremo dei sintomi della candida orale e intestinale. Le specie di Candida sono coinvolte nelle principali infezioni fungine, dette appunto candidosi: scopriremo i sintomi e le conseguenze sull’organismo derivanti dalla proliferazione incontrollata della Candida.

Candida albicans è solo una delle specie di Candida, ma è quella sicuramente più studiata a causa dell’alta prevalenza nella popolazione. Si stima, infatti, che C. albicans faccia parte della flora microbiologica in almeno la metà della popolazione sana. La colonizzazione equilibrata da parte di questo fungo è benefica, in quanto, oltre a limitare la crescita di altri funghi patogeni, può promuovere il buon funzionamento del sistema immunitario.

Negli ultimi anni si è assistito ad un forte incremento delle infezioni fungine e non solo nelle persone immuno-compromesse. Le specie più comunemente coinvolte sono: C. albicans, C. tropicalis, C. glabrata, C. parapsilosis, C. krusei e C. stellatoidea. Le infezioni causate dalle specie appartenenti al genere Candida sono chiamate candidosi e sono per lo più causate dalla specie C. albicans (50-90%). In particolare C. albicans è una specie fungina comune nel tratto genitourinario e gastrointestinale delle persone sane, ma può anche dare alcuni disturbi. Infatti è un fungo opportunista, cioè nelle condizioni per lui più favorevoli può trasformarsi da un normale microrganismo commensale ad agente patogeno. In questi casi il fungo può trasformarsi in forma di ifa fungina in grado di invadere i tessuti dell’organismo.

La sua pericolosità è dovuta anche al fatto che si tratta di un microrganismo altamente adattabile agli ambienti interni in cui si trova ed è capace di nascondersi alle cellule immunitarie, modularne l’attività (es. linfociti T) e di evadere dalla loro presa. Inoltre Candida produce anche alcune molecole tossiche come per esempio le gliotossine e la candidalisina, che, una volta trasportate nel sangue, possono incidere negativamente sul funzionamento di cellule e tessuti anche molto lontani dal sito iniziale di infezione.

L’incremento del numero di trapianti d’organo, delle persone con deficit immunitari e l’utilizzo di dispositivi invasivi (es. cateteri) sono le principali cause dell’incremento di candidosi in ambito ospedaliero. Oltre alle infezioni diffuse a livello sanguigno, nella popolazione sana avvengono anche differenti classi di candidosi, che sono diventate sempre più comuni negli ultimi anni.

I fattori di rischio principali per la proliferazione della Candida includono la malnutrizione, l’utilizzo di farmaci antibiotici a largo spettro, contraccettivi orali, cortisonici, immuno-soppressivi, oppure radio e/o chemioterapia e debolezze immunitarie. Le specie di Candida possono infettare potenzialmente ogni tessuto dell’organismo producendo un ampio numero di manifestazioni cliniche e di sintomi spesso anche molto delicati. Per esempio possono colpire la pelle arrossandola, oppure l’esofago e le unghie. Ad ogni modo le candidosi più frequenti solo quelle a livello intestinale, orale e vaginale. Approfondiamole punto per punto.

Candida intestinale: i sintomi

Candida intestinale sintomiQuali sono, ad esempio, i sintomi della candida intestinale? Le cellule epiteliali della cavità orale, respiratoria, urinaria e gastrointestinale formano un’interfaccia tra il lume e la zona sottostante ricca di cellule immunitarie. Le mucose, perciò, sono la sede di una notevole colonizzazione di microrganismi commensali o potenzialmente patogeni, che richiedono una barriera di difesa e di contenimento. Per questo motivo le cellule epiteliali hanno alle loro spalle una linea consistente di difese immunitarie innate, che prevengono l’adesione dei patogeni e l’infezione, tra cui il rilascio di molecole ad azione anti-microbica. Un altro fattore importante è costituito dall’integrità epiteliale. Nell’intestino, in particolare, le cellule epiteliali si dispongono in un monostrato di cellule enterociti strette tra loro in modo tale da garantire l’integrità e l’impermeabilità della barriera intestinale grazie ad un insieme di giunzioni cellula-cellula, tra cui quelle aderente e le tight junctions. Di fatto è stato osservato che queste giunzioni svolgono un ruolo preminente nel limitare l’invasione da parte di Candida nelle prime fasi di interazione con la barriera intestinale. Viceversa una condizione di permeabilità intestinale espone ad infezioni ben più gravi e diffuse.

Questo fungo innocuo può causare infezioni da superficiali a sistemiche per lo più provenienti dal tratto gastrointestinale. Infatti C. albicans può invadere la barriera epiteliale dell’intestino e raggiungere il torrente ematico, tramite cui diffondersi agli altri organi. Inoltre è stato osservato che l’infiammazione intestinale promuove la proliferazione di Candida e, viceversa, l’eccesso di Candida può aumentare la vulnerabilità all’infiammazione intestinale.

Quali sono i sintomi della candida intestinale? I sintomi chiave di una proliferazione ed invasività incontrollata di Candida intestinale e che si muove quindi a livello enterico sono: difficoltà digestive, nausea, vomito, gonfiore e/o dolore addominale, prurito anale e manifestazioni simil-allergiche.

Candida orale: i sintomi

orale sintomiCandida orale: quali sintomi? Secondo alcune testimonianze la candidosi orale fu descritta per la prima volta fin dal II secolo d.C. grazie al medico Galeno che le diede il nome di aphtas albus. Ma una vera e propria caratterizzazione risale solo alla metà del 1800. La candidosi orale e peri-orale è caratterizzata dalla comparsa di macchie o papule biancastre sulla lingua, guance interne e sul palato formando uno strato pastoso e molto aderente. In alcuni casi può estendersi fino a coprire tutta la bocca, il palato e/o la laringe. Eventualmente può esserci anche ai lati della bocca una chelite angolare. La candida orale colpisce particolarmente le persone con debolezze immunitarie, protesi dentali o con terapie ad azione soppressiva sul sistema immunitario ed ha degli specifici sintomi. Oppure il mughetto è abbastanza frequente negli infanti. È prevenibile attraverso la cura dell’igiene personale e mantenendo una corretta eubiosi orale.

Esiste inoltre la candidosi vulvovaginale che è l’infezione fungina genitale più diffusa. Si stima che approssimativamente il 75% delle donne abbiano almeno un episodio di questo tipo di candidosi nel corso della loro vita ed il 5% ne soffrano in modo ricorrente. Rappresenta un disturbo disagevole in quanto provoca diversi gradi di prurito intimo e secrezioni biancastre ed abbondanti. Questo tipo di infezione è molto comune nelle donne incinta, specialmente nel corso del terzo trimestre, quando i cambiamenti a livello ormonale e l’aumento del pH vaginale favoriscono queste micosi. È stato osservato, inoltre, che le donne con il diabete hanno una maggiore incidenza di questo disturbo, così come in seguito all’utilizzo di farmaci antibiotici e dei contraccettivi orali. Questa candidosi può essere trasmessa sessualmente al partner.

In conclusione le infezioni da Candida, soprattutto se recidivanti o persistenti nel tempo, rappresentano un disturbo molto comune e che deve essere affrontato in modo personalizzato. Nel Centro di Medicina Biologica si effettuano percorsi terapeutici per la terapia specifica della candidosi e degli aspetti ad essa correlati.

 

Bibliografia essenziale:

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