La medicina personalizzata si riferisce ad un nuovo approccio medico, che si focalizza sulle caratteristiche specifiche della persona. Benché ciò possa sembrare scontato, sappiamo che la pratica medica non è generalmente così e si tende a racchiudere un ampio gruppo di pazienti all’interno dello stesso protocollo o piano terapeutico. Viceversa la medicina personalizzata è talmente importante e innovativa da poter migliorare profondamente il campo della medicina stessa.

La medicina personalizzata fa parte della cosiddetta medicina di precisione, la cui nascita ufficiale risale al 2008 ed ha come obiettivo quello di valutare in modo più veloce, accurato ed efficiente possibile la strategia terapeutica ottimale per una data persona. Valutare il grado di vulnerabilità o di reazione a specifiche terapie apre le porte a trattamenti a misura individuale, che vanno bene per quel “profilo” di persona e non necessariamente per tutti. Da ciò ne consegue che è possibile concentrare alcune tipologie di terapie solo su alcune persone, cioè coloro che ne beneficerebbero davvero. Senza doversi imbattere in altre innumerevoli analisi diagnostiche o terapie poco efficaci o addirittura controproducenti.

La medicina personalizzata aumenta l’efficacia delle terapie.

La medicina personalizzata e di precisione si riferisce ad un approccio che enfatizza le informazioni specifiche della persona dal punto di vista della genetica, della clinica, dello stile di vita e dei fattori ambientali e le utilizza sia in chiave preventiva che terapeutica. Senza tralasciare l’importanza delle credenze, delle preferenze personali e del contesto socio-culturale in cui si vive.

Questo nuovo modello di salute è per necessità centrato sulla persona e sulla prevenzione delle malattie, oltre a rinforzare le terapie “cucite su misura”. Ecco la parola chiave: prevenzione. Prevenzione che riguarda non solo il fatto di non ammalarsi, ma anche di agire prontamente anche laddove vi sia un problema in modo tale che scompaia o non progredisca nel tempo. Ciò è fortemente in contrasto con la maggior parte della visione medico-sanitaria attuale, che si focalizza per lo più sui sintomi acuti trascurando la cura della persona ed il suo stile di vita nel corso del tempo.

Medicina genomica e personalizzata

Come è ben noto il corpo umano è un sistema biologico altamente complesso e la gran parte di questa complessità ha per fondamenta il materiale genetico, cioè il DNA. Quest’ultimo è il depositario delle informazioni biologiche necessarie per far crescere, sviluppare e riprodurre qualsiasi essere vivente, uomo incluso. Il DNA è contenuto nel nucleo di ogni cellula e può essere paragonato ad una lunga sequenza di “lettere chimiche”, dette nucleotidi. A seconda di come sono disposti questi nucleotidi il DNA è in grado di codificare un’istruzione biologica. Ciò vuol dire che nell’apparente disordinata sequenza di nucleotidi il DNA nasconde un linguaggio in codice, che solo le cellule (e noi) siamo in grado di decifrare. Per farne che cosa? Semplice: per svolgere qualsiasi funzione ed attività vitale.

Il genoma umano è composto da una sequenza di 3 miliardi di basi nucleotidiche. Benché tra due persone la sequenza sia per il 99% identica, il restante 1% di differenza è al centro di numerose ricerche, perché esso, insieme alle diversità comportamentali ed allo stile di vita, contribuisce alla variabilità delle persone ed, in un certo senso, alla loro unicità. Il termine gene comparì la prima volta nel 1909 grazie a W. Johannsen e può essere definito come l’unità base dell’ereditarietà. Più specificatamente il materiale genetico umano contiene circa 25.000 geni differenti che codificano per lo più per proteine funzionali a specifici compiti. In aggiunta ai geni il DNA racchiude anche numerose sequenze, che svolgono un ruolo fondamentale per regolare le innumerevoli attività cellulari.

La genetica è la chiave della complessità e dell’unicità di ogni essere vivente.

A partire dagli anni 2.000 c’è stato un enorme passo avanti nel campo della genetica e della genomica. Questo progresso è stato accompagnato ed incentivato dallo sviluppo di tecnologie molecolari sempre più avanzate che hanno consentito di traslare concretamente le scoperte della ricerca nel campo della medicina. Recentemente due iniziative fondamentali hanno sancito l’ingresso nell’era post-genomica: il Progetto Genoma Umano e quello HapMap. Il primo ha permesso nel 2003 di pubblicare l’intera sequenza del DNA umano e di localizzarvi i circa 25.000 geni nel genoma. Il progetto HapMap, invece, ha creato un enorme database, in cui poter classificare le varianti genetiche scoperte. Da allora lo studio massiccio di migliaia di geni ha consentito la nascita della medicina genomica e personalizzata.

La genetica ha portato alla scoperta di migliaia di potenziali differenze genetiche di potenziale impatto sulla salute. Le variazioni nel DNA possono assumere differenti forme, tra cui la più importante è quella che coinvolge una sola “lettera” o base nucleotidica: i polimorfismi genetici (SNPs). Si calcola che ne esista uno ogni 300 basi per un totale di circa 10 milioni di SNPs nel genoma umano medio. Un altro aspetto dei polimorfismi ne risalta l’importanza: la loro diffusione. Sono abbastanza comuni da essere presenti almeno nel 5% delle persone.

La medicina genomica utilizza le informazioni genetiche per guidare le scelte cliniche.

È stato ormai dimostrato che varianti genetiche differenti possono determinare una differente risposta ai trattamenti ed alle terapie, anche in presenza di stessi sintomi o dello stesso disturbo. Alcune varianti genetiche sono fortemente associate ad effetti biologici e fisiologici, che a loro volta possono aumentare la suscettibilità (o la protezione) nei confronti di una determinata patologia. È bene sottolineare che per quanto riguarda le malattie croniche oggi più comuni avere o non avere una determinata variante genetica non sfocia necessariamente nello sviluppo di una patologia, bensì conferisce un maggior grado di suscettibilità in combinazione ai fattori ambientali associati.

Conoscere il background genetico è cruciale nell’ottimizzazione delle terapie in molte malattie.

Dato che il DNA contiene il libretto di istruzioni per la sintesi degli enzimi, che sono i veri effettori dei processi cellulari, un cambiamento nella sua sequenza si può tradurre a valle in un cambiamento sfavorevole, neutro o favorevole sull’attività ed il funzionamento degli stessi enzimi. Può accadere, pertanto, che una persona sia geneticamente più suscettibile di andare incontro ad una data alterazione biologica a causa di un background genetico non perfettamente performante ed in presenza di concomitanti fattori ambientali negativi. In merito è importante tenere sempre a mente l’interazione DNA-ambiente, in quanto un ambiente o uno stile di vita dannosi esercitano un maggior effetto laddove vi sia anche una componente genetica sfavorevole. Ciò è ben chiaro nel campo della nutrizione, dove una stessa dieta (fattore ambientale) determina conseguenze diverse a seconda del profilo genetico della persona. In modo analogo questi concetti possono essere estesi all’intero campo della salute così man mano che le scoperte scientifiche mettono in collegamento determinate variazioni genetiche ed i vari processi dell’organismo come per esempio il metabolismo, l’infiammazione, la detossificazione, l’azione ormonale e molto altro.

Concludendo, la medicina personalizzata racchiude dentro di sé l’esigenza di distinguere e differenziare una persona dall’altra dal punto di vista biologico e fisiologico.  Un obiettivo ambizioso, ma possibile grazie agli avanzamenti nella genetica e nella comprensione clinica dei fattori di rischio.

 

Bibliografia essenziale:

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Khoury MJ, et al. From public health genomics to precision public health: a 20-year journey. Genet Med. 2018 Jun;20(6):574-582.

Ginsburg GS, Phillips KA. Precision Medicine: From Science To Value. Health Aff (Millwood). 2018 May;37(5):694-701.

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