Lo sportivo agonista è spesso sottoposto a periodi prolungati di tensione e sforzo a causa degli impegni sportivi, a volte difficili da sostenere nel tempo. A ciò si aggiunga che l’atleta è molto frequentemente preda di ansia prima e durante la gara come per esempio l’ansia di non farcela, di non arrivare tra i primi o di non fare una bella figura davanti agli spettatori. Queste reazioni d’ansia incidono gravemente sulla performance, in quanto esauriscono precocemente le energie fisiche e mentali.

Allora, quali strategie adottare?

Una risposta sicuramente valida è il Training Autogeno, una tecnica di rilassamento e di meditazione sul corpo, che si pone l’obiettivo di aumentare le risorse mentali dell’atleta. Questa metodica conduce l’atleta in uno stato di coscienza modificato, tra la veglia ed il sonno, che agevola l’adattamento agli stimoli stressogeni ed alle situazioni critiche, oltre ad incrementare la concentrazione e l’auto-controllo.

Il Training Autogeno permette di aumentare il recupero e di normalizzare le funzioni psicofisiologiche, come per esempio il ciclo sonno-veglia e la variabilità della frequenza cardiaca. In aggiunta la combinazione del Training Autogeno con le tecniche di concentrazione attraverso la visualizzazione è considerata una strategia molto efficace per raggiungere l’obiettivo atletico prefissato. Già nel 1837 il fisiologo William Carpenter dimostrò che la semplice rappresentazione mentale di atti motori può determinare reazioni muscolari (legge ideomotoria). Pertanto le tecniche di raffigurazione mentale possono essere di estrema utilità per migliorare il gesto atletico e nella riabilitazione. In merito è stato osservato che un percorso di Training Autogeno con le visualizzazioni guidate aumentano la concentrazione, motivazione, la fiducia in sé stessi e possono ridurre l’incidenza di infortuni. In poche parole queste metodiche rendono l’atleta maggiormente in grado di portare in gare uno stato mentale ottimale ed i esprimere automaticamente il massimo delle proprie capacità tecniche.

In aggiunta il Training Autogeno accompagnato dal rilassamento audio-visivo ha dimostrato di modificare positivamente le frequenze cerebrali migliorando le abilità degli atleti durante uno sforzo cognitivo sostenuto. Ciò riveste una particolare importanza laddove le performance sportive richiedano un forte impegno mentale (endurance, sport di squadra o di combattimento).

Infine il Training Autogeno induce una risposta anche dal punto di vista psicologico diminuendo i sintomi depressivi e la sensazione di fatica o di tensione. Pertanto rappresenta uno strumento efficace per regolare il tono dell’umore, controllare l’ansia ed i sintomi psicosomatici ad essa correlati.

Concludendo il Training Autogeno e le tecniche di visualizzazione danno un valido aiuto per affrontare al meglio sia gli allenamenti che la gara.

Per informazioni rivolgersi al Centro di Medicina Biologica.

Bibliografia essenziale:

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