La fibromialgia è una malattia cronica e caratterizzata da sensazioni di dolore diffuso e spesso localizzati in numerosi punti del corpo. Chi soffre di fibromialgia ha una particolare sensibilità agli stimoli dolorosi, che sono percepiti in modo molto più intenso rispetto alle altre persone. Al momento la causa di questa malattia è ancora oggetto di dibattito scientifico, anche se la suscettibilità genetica, i fattori ambientali e quelli neuronali sono considerati coinvolti nello sviluppo e nel decorso della patologia. In particolare è ormai chiaro che a livello cerebrale avvengono dei cambiamenti che comportano un’accentuazione dell’elaborazione del dolore così come sono state dimostrate anche alterazioni del sistema immunitario, a loro volta responsabili dell’infiammazione.

Dal punto di vista biologico, infatti, si assiste a livelli più alti delle molecole (citochine) pro-infiammatorie IL-1, IL-6 e IL-8. In merito è ben noto che questo stato infiammatorio determina l’attivazione dei recettori e l’incremento dei neuropeptidi collegati alla segnalazione del dolore. D’altra parte i fattori mentali ed emotivi contribuiscono ad esacerbare i sintomi attraverso un incremento della sensibilità dolorifica. A riguardo, a causa della stessa malattia e di altri fattori, la fibromialgia è spesso associata ad alti livelli di stress, che a loro volta possono aggravare lo stato infiammatorio. Senza tralasciare che la fibromialgia è spesso accompagnata da insonnia e forte spossatezza nel corso della giornata.

Mindfulness

Il termine mindfulness è la traduzione della parola Sati in lingua Pali e si riferisce ad un atteggiamento di presenza mentale che ci riporta sempre nel “qui e ora”. Più precisamente consiste nel porre l’attenzione in modo intenzionale su un oggetto o su un oggetto (es. suoni, respiro, pensieri, sensazioni) e di mantenerla nel tempo. Nel far ciò la meditazione di mindfulness permette di diventare testimoni della propria esperienza, che è fatta di concetti, emozioni, giudizi, percezioni e sentimenti in continua trasformazione. In breve consiste in una qualità dell’attenzione diversa da quella ordinaria, in quanto è aperta, curiosa, equanime e gentile nei confronti di ciò che diventa oggetto di consapevolezza.

La mindfulness è caratterizzata da:

  • Attenzione prolungata alle esperienze sensoriali, affettive e cognitive;
  • Riconoscimento che le esperienze soggettive cambiano in continuazione e sono temporanee;
  • Riduzione della reattività e dei giudizi alle stesse esperienze.

La mindfluness si caratterizza per un atteggiamento mentale che incentiva il focus dell’attenzione sull’esperienza del momento e sull’accoglienza non giudicante di qualsiasi contenuto mentale che raggiunge la consapevolezza come per esempio le emozioni e le sensazioni corporee. Ciò vuol dire imparare ad osservare le proprie esperienze fisiche e mentali, anche quelle spiacevoli o poco tollerate.

Fibromialgia e meditazione mindfulness

Gli interventi di mindfulness personalizzati per coloro che soffrono di fibromialgia si basano sui seguenti elementi terapeutici:

  • Accettazione del dolore;
  • Consapevolezza delle sensazioni senza critica;
  • Non attaccamento ai pensieri (giudizi inclusi), emozioni e sensazioni collegati al dolore.

Gli ambiti principali cui sono diretti gli esercizi meditativi riguardano l’esplorazione corporea, lo sviluppo dell’accettazione e della compassione. Con il sostegno di uno specialista apprendere la meditazione di mindfulness educa la persona a rispondere in modo più efficace allo stress, al dolore ed alla malattia. In particolare attraverso la pratica si ottiene una riduzione dei sintomi fibromialgici come la stanchezza, lo stress, il dolore, l’insonnia.

È stato dimostrato che la pratica meditativa migliora l’umore, l’ansia, l’umore, lo stress. Ciò avviene in quanto si assiste ad una nuova interpretazione e contestualizzazione dei pensieri intrusivi e dei rimurgini mentali legati al dolore. Inoltre un fattore da non trascurare nei disturbi con dolore cronico è la catastrofizzazione del dolore, cioè uno stato cognitivo ed emozionale in cui si amplifica la minaccia dolorifica, si ha la sensazione di essere senza speranza riguardo alla gestione del dolore e si è preda di pensieri intrusivi legati al dolore stesso. La mindfulness consente di gestire meglio questi aspetti e può ridurre i sintomi attraverso i cambiamenti a livello dei pensieri autoreferenziali, che diventano meno reattivi e più centrati al momento presente. Per esempio promuove l’accettazione dei vissuti emotivi ed agisce positivamente sull’umore basso.

La mindfulness può aiutare a gestire il dolore cronico.

Un concetto chiave della mindfulness è il decentramento cognitivo, cioè porre una giusta distanza tra sé ed i contenuti della propria mente in modo simile a quando si osservano le scene di un film sullo schermo del cinema. Questo aspetto è sicuramente uno dei più importanti da coltivare per attenuare i sintomi ed il dolore muscolo-scheletrico. In generale si apprende una nuova modalità di affrontare la sofferenza ed i propri vissuti emotivi, che perdono man mano la loro intensità.

I meccanismi responsabili dell’effetto “analgesico” sono molteplici. Innanzitutto con l’avanzare della pratica gli effetti coinvolgono l’asse dello stress ed i cambiamenti a livello cerebrale. Infatti, grazie alla plasticità del sistema nervoso, avvengono cambiamenti delle onde elettroencefalografiche, delle connessioni e dei circuiti nervosi, in particolare a carico della di alcune regioni importanti tra cui la corteccia prefrontale, l’insula ed il talamo. Non a caso queste aree sono coinvolte nell’elaborazione dei concetti, dei giudizi e delle emozioni.  Inoltre alcune evidenze mostrano benefici a livello del sistema immunitario, il cui ruolo nella fibromialgia è indiscusso.

La meditazione migliora il benessere globale e la qualità di vita.

La mindfulness attenua il dolore rafforzando la flessibilità cognitiva e la capacità di regolazione di fronte al dolore. Chi ha acquisito e coltiva regolarmente la pratica meditativa mostra una maggiore tolleranza al dolore e prova meno spiacevolezza, anche se l’intensità del dolore rimane la stessa. In aggiunta cala la forza delle aspettative e delle anticipazioni quando si ritiene che il dolore sia in arrivo. Tutto ciò conferma che una delle modalità tramite cui la mindfulness è efficace nella gestione del dolore cronico consiste nel cambiamento della valutazione e della risposta personale all’esperienza del dolore stesso. Attenuare gli effetti negativi delle aspettative e dei giudizi nei confronti dei sintomi clinici si traduce in un miglioramento delle capacità di auto-regolazione, uno dei presupposti fondamentali nelle strategie di gestione del dolore cronico.

In conclusione la meditazione di mindfulness, sotto la supervisione di uno specialista e all’interno di percorsi terapeutici integrati e multidisciplinari, rappresenta un valido ausilio nelle malattie del dolore cronico, in quanto agisce a beneficio dell’umore, del dolore, dello stress e dei sintomi. Tenendo conto di queste evidenze il Centro di Medicina Biologica integra la mindfulness all’interno dei propri percorsi di cura.

 

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