La disbiosi intestinale rappresenta una condizione sempre più diffusa nella popolazione e con un chiaro collegamento con lo stile di vita attuale. Scopriamo il perchè.

La flora intestinale, o più correttamente il microbiota intestinale, è costituito da circa 1012 batteri per grammo e da almeno 1000-2000 specie differenti. Un semplice calcolo ci può dare un’idea della loro fondamentale esistenza. Infatti dal punto di vista numerico i batteri sono 10 volte più numerosi delle nostre cellule ed hanno un numero di geni da 50 a 100 volte il nostro genoma!

Questi microrganismi svolgono un ruolo essenziale per l’organismo e si occupano delle seguenti funzioni:

  • Regolazione del sistema immunitario;
  • Rinnovamento delle cellule intestinali;
  • Inibizione della crescita dei batteri patogeni e competizione con la flora putrefattiva;
  • Fermentazione della fibra e produzione di acidi grassi a catena corta;
  • Assorbimento di zuccheri, nutrienti e minerali;
  • Produzione delle vitamine K, B1, B6, B9 e di arginina, glutatione, monossido di azoto e poliammine;
  • Degradazione delle molecole proteiche con la seguente produzione di fenoli, indoli, ammoniaca, amminoacidi ed acidi grassi derivati;
  • Detossificazione di sostanze nocive o cancerogene.

Il microbiota rappresenta un sistema talmente complesso da poter essere paragonato ad un vero e proprio organo supplementare.

Quando si parla di disbiosi intestinale, bisogna anche ricordare che al momento della nascita l’intestino è completamente formato, ma è quasi sterile e completamente permeabile. Quest’ultima caratteristica consente il trasferimento dei fattori di crescita e degli anticorpi presenti nel colostro al neonato. All’arrivo del primo latte materno l’intestino diventa man mano colonizzato da miliardi di microrganismi, che, a seconda delle influenze ambientali, formeranno il microbiota maturo a 2-3 anni di vita. E’ stato ormai ampiamente confermato che il latte materno è la miglior difesa del neonato nell’affrontare numerose malattie infettive ed una parte di questa difesa si deve proprio alla sua influenza sulla composizione della microbiota intestinale.

Un altro aspetto rilevante da sottolineare consiste nella stretta reciprocità tra il sistema immunitario ed i microrganismi intestinali. Il nostro sistema di difesa si trova davanti ad una sfida non da poco, in quanto deve maturare a tal punto da evitare una reattività eccessiva nei confronti dei microbi innocui ed “amici”. D’altra parte deve rimanere sempre vigile per neutralizzare ogni attacco da parte degli agenti patogeni. Se questo equilibrio si infrange scaturiscono infiammazioni e danno ai tessuti.

Disbiosi intestinale: cos’è?

Disbiosi intestinale, cos’è? E quali sono i sintomi del disturbo? Con il termine disbiosi intestinale si intende un’alterazione quantitativa o qualitativa dei microrganismi presenti in quella determinata zona dell’organismo. Invece l’eubiosi indica una composizione ideale sana. Aggiungiamo subito due precisazioni:

  • La disbiosi non è necessariamente di natura batterica, bensì può riguardare anche i funghi e/o i parassiti presenti nel tratto gastro-intestinale;
  • L’intestino non è l’unico tratto popolato fisiologicamente da microbi, ma condivide questa caratteristica con la pelle, il cavo orale, i polmoni, lo stomaco ed il sistema genito-urinario. Ognuno con una propria eubiosi e disbiosi. Oltre a sapere cos’è la disbiosi intestinale, è anche importante riconoscerne i sintomi.

Disbiosi intestinale sintomi: ecco quali sono

Disbiosi intestinale sintomiLa disbiosi causa generalmente i seguenti sintomi: irregolarità del transito intestinale, diarrea, gonfiore e dolore addominale, disturbi digestivi ed alitosi. Possono comparire anche: mancanza di concentrazione, spossatezza, cefalea, suscettibilità alle infezioni, problemi alla cute ed al fegato.

In condizioni di normalità, il microbiota è localizzato soprattutto nel colon. Nel tenue, invece nell’intestino tenue non si instaura una proliferazione batterica eccessiva a causa della secrezione acida dello stomaco, della motilità intestinale e della secrezione di anticorpi. Tuttavia, quando questi meccanismi falliscono anche il tratto del tenue può mostrare una composizione microbica simile a quella del colon. Ciò comporta un’alterazione della digestione e dell’assorbimento dei grassi, carenza di vitamina B12 e lesione della mucosa intestinale. I sintomi di una sovra-crescita batterica nel tenue includono: perdita di peso, malassorbimento dei grassi, anemia megaloblastica, cecità notturna e bassi livelli di proteine nel sangue.

L’alterazione della flora intestinale, oltre a scatenare danni localmente a livello dei segmenti intestinali, esercita pure un’azione dannosa a carico di altri organi. Come per esempio il cervello, soprattutto quando il fegato è mal funzionante. In questi casi le tossine che provengono dall’intestino possono accumularsi nel cervello, dove inducono danni ed alterano le capacità cognitive e lo stato dell’umore. Per esempio i batteri Clostridi producono ben note neurotossine, così come avviene per molti lieviti, Candida inclusa.

Un’alterazione della flora intestinale lascia le porte aperte allo sviluppo di patologie croniche e degenerative.

Gli studi evidenziano che la composizione iniziale del microbiota è influenzata dal tipo di parto (naturale o cesareo) e dal grado di stress materno. Inoltre è ormai risaputo che l’uso di antibiotici nei primi anni di vita contribuisce a stabilire una condizione di disbiosi intestinale con potenziali effetti nocivi anche nel lungo periodo. Tra gli altri fattori che possono modificare in peggio la nostra flora intestinale ci sono:

  • Alimentazione scorretta e non equilibrata;
  • Disturbi gastro-intestinali: tra cui alterazioni della motilità intestinale e maldigestione;
  • Terapie farmacologiche (es. inibitori della pompa gastrica, cortisonici, contraccettivi orali);
  • Stress cronico;
  • Carenze igienico-sanitarie.

Disbiosi intestinale: quale cura è efficace?

Nel trattamento della disbiosi intestinale, quale cura è considerata efficace? Come è stato accennato un elemento chiave nel modellare il microbiota a qualsiasi età è l’alimentazione. Bisogna, infatti, ricordare che i microrganismi che abitano il nostro intestino si nutrono dei derivati alimentari che arrivano dopo ogni pasto. Ed ogni specie ha caratteristiche ed esigenze diverse, che sono alla base delle loro preferenze nutrizionali. Scegliendo un alimento piuttosto che un altro è possibile favorire la crescita di un determinato tipo di flora e sfavorirne altri. Per di più l’alimentazione agisce a beneficio della peristalsi intestinale migliorando e regolarizzando i disturbi dell’alvo.

Considerando il suo enorme bagaglio di reazioni biochimiche, non deve sorprendere che il microbiota sia in grado di influenzare il metabolismo dei nutrienti. Come avviene per esempio con le proteine e gli aminoacidi, i quali sono trasformati dai processi fermentativi e putrefattivi in altre molecole bioattive e/o tossiche per l’organismo. Si aggiunga che una cattiva digestione degli zuccheri promuove la disbiosi intestinale, la quale a sua volta contribuisce a mantenere uno stato di infiammazione a livello del tratto digerente. E’ stato inoltre dimostrato che la disbiosi e l’infiammazione contribuiscono ad alterare la permeabilità della barriera intestinale. Ciò provoca di conseguenza un maggior afflusso di tossine intestinali e di proteine indesiderate nel circolo ematico con potenziali effetti su tutto l’organismo.

In conclusione il Centro di Medicina Biologica mette a disposizione percorsi personalizzati per la cura della disbiosi del tratto digerente. Questi, oltre a focalizzarsi sull’alimentazione ed uno stile di vita sano, si basano su terapie integrate e su trattamenti efficaci per ripristina una eubiosi corretta, come per esempio l’Idrocolon-terapia, le insufflazioni di ozono-terapia e l’utilizzo di sostanze bioattive a livello intestinale.

Scopri di più anche su altre problematiche, come ad esempio dieta per colite: cosa mangiare, infiammazione del colon e colon irritabile.

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