L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune, che colpisce le articolazioni provocando dolore, gonfiore e deformazioni. Quali collegamenti ci sono tra l’artrite reumatoide, l’intestino ed il microbiota? Scopriamolo in questo articolo del Cembio.

Introduzione al microbiota

Il microbiota intestinale comprende più di 1014 microrganismi, che instaurando un rapporto di simbiosi con il nostro organismo sono fondamentali per mantenerci in salute. Questo ecosistema microbico consiste soprattutto di batteri (almeno 1000 specie differenti), ma ci sono anche lieviti e virus. La colonizzazione dell’intestino da parte di questi microbi inizia fin dalla nascita e varia a seconda che il parto sia stato naturale oppure per cesareo. A seconda di vari fattori ambientali e alimentari con il passare del tempo il microbiota si diversifica fino ad arrivare ad una composizione simile a quella degli adulti intorno ai tre anni.

Il microbiota ha un ruolo importante nel sistema metabolico ed immunitario.

Da qualche decennio le ricerche hanno evidenziato che il microbiota svolge un ruolo chiave nella salute generale (e non solo intestinale) di tutto l’organismo. Esso modula il transito intestinale, la digestione e l’assorbimento dei nutrienti, protegge l’intestino dagli agenti patogeni, sintetizza alcune vitamine, partecipa alla maturazione ed al buon funzionamento del sistema immunitario, produce alcuni neurotrasmettitori e metaboliti bio-attivi. Per di più interagisce con il sistema nervoso centrale formando un polo dell’asse intestino-cervello.

Che cos’è la disbiosi?

Come abbiamo detto la maggior parte delle interazioni tra il microbiota e noi sono di tipo simbiotico, ma quando ciò non avviene si instaura una condizione di disbiosi, la quale ha molti punti di collegamento con il peggioramento dello stato di salute. Uno sbilanciamento della comunità microbica intestinale può predisporre a malattie infiammatorie intestinali, colon irritabile, infezioni allo stomaco e/o intestino, problemi allergici, autoimmuni e metabolici (es. diabete). Quest’alterazione dipende dal fatto che la composizione del microbiota è influenzata da un ampio numero di fattori come l’alimentazione, la presenza di malattie, lo stato immunitario, l’utilizzo di alcuni farmaci o integratori e la tossicità ambientale.

L’artrite reumatoide

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria di natura autoimmune che è caratterizzata dalla presenza di auto-anticorpi ed il danneggiamento delle strutture ossee nelle articolazioni, in particolar modo a livello dei polsi e delle mani. Si tratta pertanto di una patologia cronica in cui persiste una risposta immunitaria nei confronti di alcuni tessuti.

Accanto ai fattori genetici di suscettibilità è opportuno tenere in debita considerazione anche quelli ambientali, legati allo stile di vita ed all’individualità biologica tra cui il ruolo del fumo, delle tossine, degli ormoni e del microbiota sia a livello intestinale, sia polmonare che orale. Pertanto nelle persone geneticamente suscettibili i fattori ambientali possono innescare lo sviluppo autoimmune.

Microbiota e artrite reumatoide: quali collegamenti?

Ci sono alcun evidenze che sostengono che l’artrite reumatoide si origini a livello delle mucose, tra cui le più importanti sono quelle che ricoprono il tratto digerente. Spesso è infatti possibile rilevare nel sangue gli auto-anticorpi ben prima della comparsa dei sintomi articolari.

batteriSecondo i risultati di un ampio numero di ricerche i microrganismi svolgono un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’artrite. Gli studi hanno mostrato che l’organizzazione del microbiota intestinale delle persone con artrite reumatoide è spesso differente rispetto ai soggetti sani. In particolare si assiste generalmente ad una diminuzione dei batteri Bacteroides ed un aumento di alcune specie di Prevotella (es. P. copri).

Le evidenze finora raccolte sostengono che l’artrite reumatoide rappresenti uno stato infiammatorio cronico che può essere aggravato da una proliferazione incontrollata degli agenti patogeni oppure dalla mancanza di specie ad azione modulante sul sistema immunitario.

La disbiosi intestinale ha effetti complessi, sistemici e fuori dall’intestino.

Tra i meccanismi ipotizzati c’è un’attivazione intestinale delle cellule immunitarie ed un aumento dello stato pro-infiammatorio, che si riversa fuori dall’intestino e può aumentare il rischio di sviluppare processi autoimmuni. La presenza di particolari microrganismi può innescare i meccanismi dell’artrite tramite la risposta immunitaria innescata proprio a livello della mucosa intestinale. Si ritiene, inoltre, che in caso di disbiosi il passaggio dei microrganismi o delle loro componenti oltre la barriera intestinale, e perciò dentro l’organismo, rappresenti un evento chiave (come nella permeabilità intestinale). Un altro meccanismo importante è probabilmente dato dalla somiglianza tra alcune parti microbiche e le proteine umane, il che può essere alla base di un errore immunologico che conduce all’autoimmunità. Infine, oltre ad intervenire nei processi della citrullina la composizione del microbiota intestinale è fondamentale per mantenere l’equilibrio tra l’infiammazione e la tolleranza immunitaria, cioè la capacità dell’organismo di non rivolgersi contro i propri stessi tessuti.

Centro di Medicina Biologica: il nostro approccio di cura

Il nostro Centro si occupa dei disturbi su base autoimmune tramite un approccio integrato, che prende in considerazione i fattori alla base della malattia e non si focalizza soltanto sui sintomi più appariscenti. Come scritto in questo articolo le evidenze scientifiche sostengono che la disbiosi, soprattutto a carico del tratto digerente, sia un aspetto da tenere assolutamente in considerazione e che l’infiammazione scatenata da alcuni microrganismi o patogeni possa mantenere il disturbo autoimmune. Di fatto la disbiosi correla con i parametri infiammatori e con la severità dei sintomi dell’artrite reumatoide.

Secondo i nostri specialisti è opportuno ampliare la prospettiva ed includere gli aspetti collegati non solo all’immunità, ma anche il profilo ormonale, il microbiota, lo stress psicofisico e lo stile di vita. Per esempio è bene considerare anche l’alimentazione ed il benessere intestinale, i quali incidono profondamente sull’infiammazione e sull’immunità. Nel far tutto questo utilizziamo test innovativi per la valutazione dello stato di salute insieme a terapie o trattamenti efficaci da valutare in sede di consulto.

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Bibliografia essenziale:

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