I microrganismi che abitano l’intestino possono avere effetti distanti, persino sulla formazione o progressione dei calcoli renali. Vediamo di che cosa si tratta in questo articolo del Cembio.

Che cosa si intende per calcoli renali?

La nefrolitiasi, cioè la presenza di calcoli renali, rappresenta un disturbo comune del tratto urinario. In particolare si stima che colpisca circa il 12% della popolazione generale e secondo una maggiore prevalenza negli uomini rispetto alle donne.

I calcoli renali sono il frutto di una lenta sedimentazione ed aggregazione di sostanze cristalline nei reni e lungo il tratto genitourinario. Nella maggior parte dei casi si tratta di calcoli a base di calcio (80%), soprattutto ossalato di calcio o fosfato di calcio. Ma esistono anche calcoli composti da acido urico, struvite e da cistina. Si sottolinea ad ogni modo che una persona può avere un mix di differenti cristalli. In breve queste sostanze tendono a precipitare nelle urine portando alla formazione di nuclei cristallini ed alla loro crescita. Di fatto si assiste ad una vera e propria supersaturazione in forme cristalline che danno origine ai calcoli.

Fattori di rischio per la nefrolitiasi

I fattori di rischio principali sono i seguenti:

  • Storia familiare;
  • Infezioni urinarie;
  • Disidratazione;
  • Malassorbimento intestinale;
  • Abuso di antibiotici;
  • Apporto eccessivo di ossalati o fosfati;
  • Gotta;
  • Scarso consumo di frutta e verdura;
  • Ipertensione;
  • Diabete.

D’altra parte i calcoli renali sono associati ad un aumento del rischio futuro di:

  • Insufficienza renale;
  • Malattie cardiovascolari;
  • Diabete;
  • Ipertensione arteriosa.

Quali sintomi e segni?

I calcoli renali possono non dare sintomi evidenti inizialmente, ma quando i cristalli iniziano a discendere dai reni lungo l’uretere può comparire un dolore forte ed esteso fino alla zona inguinale. Questo dolore è spesso acuto ed associato a nausea o vomito, oltre alla possibile comparsa di sangue nelle urine.

I calcoli renali, soprattutto se di minori dimensioni, possono essere eliminati grazie a terapie e cure specifiche. Tuttavia, nei casi più gravi i calcoli renali non riescono a frantumarsi o a disperdersi e perciò possono provocare un blocco renale o diventare oggetto di infezioni prima di essere asportati.

Intestino e reni

Il tratto intestinale ospita una complessa comunità di microrganismi, che instaurano con il nostro organismo un’interazione continua e fondamentale. Le alterazioni di questo ecosistemica microbico sono state associate in numerosi studi a diverse problematiche di salute come per esempio le malattie metaboliche, infiammatorie, cardiovascolari e renali.

Potrà sembrare strano ma il sistema renale è influenzato notevolmente da ciò che avviene a livello intestinale. In particolare il tratto intestinale è la fonte di rilascio di varie tossine renali ed è in grado di modificare l’assorbimento del minerale calcio e degli ossalati, che rappresentano i principali fattori coinvolti nella formazione dei calcoli di ossalato di calcio. A dire il vero l’accumulo di ossalati dipende solo in minima parte dall’apporto dietetico (mandorle, noci, pistacchi, spinaci, soia, mirtilli), bensì dipende soprattutto dalla degradazione endogena della vitamina C e dell’aminoacido idrossiprolina, oltre ad essere prodotto da diverse specie fungine potenzialmente in grado di proliferare a livello intestinale (es. Aspergillus).

reniI livelli di ossalati dipendono dall’escrezione renale e dalla produzione epatica e gastrointestinale. In merito studi recenti mettono in risalto il ruolo dei batteri, che danno origine al cosiddetto microbiota intestinale, che contiene centinaia di microrganismi differenti. Chi soffre di calcoli renali tende ad avere una composizione microbica intestinale differente rispetto ai sani, in primis con una riduzione della normale biodiversità e con un generale sbilanciamento dei batteri in grado di degradare gli ossalati e ridurne l’assorbimento (es. genere Oxalobacter).

Cembio per la prevenzione dei calcoli renali

Il Centro di Medicina Biologica si occupa della cura e della prevenzione dei calcoli renali tramite terapie e trattamenti mirati alla salute della persona. Come esposto sopra i calcoli renali non dipendono solamente dall’alimentazione, ma possono essere influenzati anche dall’attività e dalla composizione del microbiota intestinale, così come da problematiche nel metabolismo degli ossalati e dei nutrienti.

Presso il nostro Centro ci occupiamo delle relazioni reciproche lungo il cosiddetto asse intestino-rene attraverso consulti specialistici, analisi innovative e cure da personalizzare sulla base dei sintomi, della documentazione clinica e dello stato di salute complessivo della persona.

Se hai una problematica di calcoli renali contatta la nostra segreteria per fissare un primo appuntamento.

Riferimenti bibliografici principali:

  • Bishop K, Momah T, Ricks J. Nephrolithiasis. Prim Care. 2020 Dec;47(4):661-671;
  • Alelign T, Petros B. Kidney Stone Disease: An Update on Current Concepts. Adv Urol. 2018 Feb 4;2018:3068365;
  • Ticinesi A, Nouvenne A, Chiussi G, Castaldo G, Guerra A, Meschi T. Calcium Oxalate Nephrolithiasis and Gut Microbiota: Not just a Gut-Kidney Axis. A Nutritional Perspective. Nutrients. 2020 Feb 20;12(2):548.
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