L’autismo è un disturbo del neurosviluppo, cioè della corretta maturazione e sviluppo del sistema nervoso. Ha alle spalle diversi fattori di rischio tra cui l’età avanzata dei genitori, la presenza di malattie materne o di infezioni in gravidanza, così come l’esposizione precoce a sostanze inquinanti. All’interno di questa categoria i pesticidi possono influenzare negativamente lo sviluppo cerebrale in combinazione agli altri aspetti di suscettibilità. Vediamo di che cosa si tratta in questo articolo del Cembio.

Fattori genetici ed ambientali

L’autismo fa parte del gruppo dei disturbi dello spettro autistico, i quali sono caratterizzati da deficit nelle capacità sociali, comunicative e dalla presenza di comportamenti ed attività estremamente limitate e stereotipate. I bambini con autismo mostrano perciò un’estrema difficoltà nel relazionarsi con le altre persone e nella comunicazione. Attualmente si stima che i disturbi dello spettro autistico riguardino circa l’1% dei bambini, mentre i sintomi ed i segni sono variabili da un caso all’altro, probabilmente a causa dell’eterogeneità delle cause alla base del disturbo.

Benché ormai sia chiaro che la genetica contribuisca all’autismo tramite varianti genetiche di vulnerabilità, essa interagisce inevitabilmente anche con i fattori ambientali, tra cui è inclusa l’esposizione agli inquinanti ambientali. L’aumento dei casi osservabili di disturbi dello spettro autistico, infatti, può essere spiegato, almeno in parte, dal peggioramento del contesto ambientale dal punto di vista tossicologico. Il ruolo dell’inquinamento nell’autismo è supportato da diverse evidenze, che si soffermano sugli effetti nocivi degli inquinanti e del particolato atmosferico. Ma non solo. Nuove evidenze mettono in luce potenziali rischi derivanti dall’esposizione diretta o indiretta ai pesticidi utilizzati in agricoltura, ormai rintracciabili persino in vari ambienti ecologici apparentemente “naturali”.

Effetti tossici dei pesticidi

piantaI pesticidi sono sostanze di sintesi che hanno lo scopo di annientare o sopprimere le varie specie di esseri viventi, che infestano naturalmente le piante da coltivazione o di proprietà. Per esempio possono essere diretti contro gli insetti, i roditori, i parassiti, le erbacce e le muffe. La loro dispersione nell’ambiente è fonte di preoccupazione, in quanto molte di queste sostanze possiedono proprietà neuro-tossiche, cioè sono nocive per le strutture ed il funzionamento cerebrale.

Nei disturbi dello spettro autistico i fattori ambientali interagiscono con la suscettibilità genetica.

Nell’ambito dell’autismo e sulla base degli studi risulta particolarmente critica l’esposizione in gravidanza al glifosato, agli organofosfati chlorpyrifos, diazinone, malatione ed ai piretroidi permetrina e bifentrina. Inoltre, l’esposizione nella prima fase neonatale sembra incrementare anche la gravità dello spettro autistico ed il rischio di deficit intellettivo. Per di più è stato dimostrato che gli organofosfati e le sostanze piretroidi sono associate ad anomalie neurocomportamentali e cognitive nei bambini. In merito gli organofosfati esercitano i loro effetti tramite l’induzione di stress ossidativo e la disregolazione dell’attività immunitaria, che pongono le basi di uno stato pro-infiammatorio. Quest’ultimo rappresenta un aspetto chiave dei disturbi dello spettro autistico, in quanto l’infiammazione dovuta ad infezioni oppure a malattie autoimmuni materne è un ben noto fattore di rischio dell’autismo.

L’esempio del glifosato

Il glifosato è il principio attivo dell’erbicida Roundup, il cui utilizzo crebbe notevolmente a partire dagli anni ’90 ed attualmente è l’erbicida più diffuso al mondo. Questa sostanza provoca un’alterazione dei microrganismi che abitano naturalmente il nostro intestino e favorisce la crescita di quelli più opportunisti e patogeni rispetto a quelli per noi più benefici e salutari. Tutto ciò non è privo di rischi, in quanto questa anomalia fa sì che vengano rilasciate diverse sostanze microbiche nocive, le quali, una volta oltrepassata la mucosa intestinale, possono riversarsi nel torrente circolatorio. Da qui possono raggiungere organi distanti come il cervello influenzandone lo sviluppo.

Aspetti chiave del rischio

I bambini risultano i più vulnerabili a queste forme di inquinamento, perché il cervello in via di sviluppo è particolarmente sensibile alla presenza di interferenti tossici. L’errore di molti genitori consiste nel soffermarsi troppo su eventi tardivi, mentre il problema riguarda le primissime fasi della vita, cioè la gravidanza ed i primi mesi di vita, in cui lo sviluppo neuronale è per lo più portato a termine. In questa finestra critica, la formazione delle cellule nervose, delle sinapsi e del rivestimento mielinico sembrano particolarmente vulnerabili all’esposizione tossinica, soprattutto l’ultimo trimestre di gravidanza. Infine l’esposizione precoce ai pesticidi tossici può alterare lo sviluppo neurologico dei neonati soprattutto a causa della cronicità di esposizione piuttosto che della quantità, la quale è generalmente bassa e sotto-soglia.

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I nostri specialisti si occupano dei disturbi dello spettro autistico tramite percorsi terapeutici dedicati, che si pongono l’obiettivo di affrontare le disfunzioni sottese al disturbo. Infine presso il nostro Centro effettuiamo analisi specialistiche al fine di valutare eventuali accumuli organici di tossicità da parte degli inquinanti ambientali, che possono accumularsi nel corpo tramite il cibo, l’acqua, l’aria, il packaging e l’esposizione professionale.

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Bibliografia principale:

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  • Sealey LA, Hughes BW, Sriskanda AN, Guest JR, Gibson AD, Johnson-Williams L, Pace DG, Bagasra O. Environmental factors in the development of autism spectrum disorders. Environ Int. 2016 Mar;88:288-298.
  • Rueda-Ruzafa L, Cruz F, Roman P, Cardona D. Gut microbiota and neurological effects of glyphosate. Neurotoxicology. 2019 Dec;75:1-8.
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