I disturbi dello spettro autistico sono disturbi del neurosviluppo, a cui contribuiscono numerosi e complessi fattori di natura genetica, immunitarie ed ambientale. Questo gruppo di disturbi sono caratterizzati da comportamenti stereotipati e da deficit comunicativi e sociali. Uno degli aspetti chiave di questo neurosviluppo alterato è sicuramente una risposta immunitaria inappropriata e la presenza di uno stato pro-infiammatorio a livello neuronale.

Sempre più evidenze mostrano punti di collegamento tra l’intestino ed i sintomi neuro-comportamentali. Ciò non deve sorprendere, perché il sistema nervoso centrale ed il tratto intestinale non sono entità indipendenti, ma formano il cosiddetto asse intestino-cervello. Lungo quest’asse avvengono continui scambi bidirezionali di natura nervosa, ormonali ed immunitari. Sappiamo che i disturbi gastrointestinali sono particolarmente frequenti nei bambini con spettro autistico. Si stima in merito che circa il 50% lamenti qualche sintomo gastrointestinale, soprattutto stipsi o diarrea. Inoltre la gravità di questi disturbi correla strettamente con la gravità dei sintomi tipici dell’autismo. Da qui nascono le prime evidenze sul ruolo che il tratto intestinale ha nel caso delle alterazioni del neurosviluppo.

Il ruolo del microbiota

Un altro fattore importante da considerare è dato dal microbiota intestinale. Questo termine si riferisce all’insieme dei microrganismi che abitano naturalmente il nostro tratto digerente, in particolar modo nel colon. Il microbiota umano nasce dalla colonizzazione dell’intestino da parte dei microrganismi vaginali, anali e cutanei della madre durane il parto, oltre ai batteri a cui è esposto il neonato dopo il parto. Il microbiota svolge compiti importanti fisiologici e la sua alterazione è associata a diversi disturbi nei bambini, come alterazioni comportamentali, morbo di Crohn, obesità e malattie infiammatorie croniche.

I disturbi gastrointestinali possono essere associati ad un’alterazione del microbiota.

Numerosi studi hanno osservato che sia la composizione sia la biodiversità del microbiota intestinale è spesso differente nei bambini con spettro autistico. In maggior dettaglio le principali differenze riguardano i batteri clostridi, Prevotella, Desulfovibrium e gli enterococchi. Inoltre si assiste ad un rapporto più alto tra i Firmicutes ed i Bacteroidetes, oltre alla presenza di specie fungine come la Candida.  Pertanto lo spettro autistico è collegato alla disbiosi con proliferazione di batteri e/o funghi, così come è riscontrabile frequentemente una sovracrescita batterica a livello dell’intestino tenue.

Come vedremo queste alterazioni del microbiota possono determinare problematiche gastrointestinali, ma non solo.

L’importanza della salute intestinale

Dal punto di vista intestinale è possibile riscontrare anomalie immunitarie e la presenza di una condizione di permeabilità intestinale, che il Centro di Medicina Biologica evidenzia tramite test specifici. In questi casi l’intestino perde la sua naturale funzione di barriera attraverso l’allentamento delle giunzioni, che tengono strette l’una all’altra le cellule della mucosa intestinale. Ne consegue che l’intestino diventa più poroso e permeabile consentendo ai residui alimentari, ai microrganismi ed ai loro derivati di oltrepassare il sottile epitelio intestinale e di riversarsi direttamente all’interno dell’organismo. Di fatto tutto ciò rappresenta un vero e proprio ponte di collegamento tra l’intestino ed il sistema nervoso centrale con potenziali ripercussioni sullo sviluppo neurocognitivo.

I metaboliti microbici e le tossine possono circolare nel corpo ed oltrepassare la barriera emato-encefalica, che è una struttura a filtro predisposta alla protezione del sistema nervoso centrale da parte delle molecole pericolose. Per di più le attuali evidenze scientifiche suggeriscono che anche questa barriera sia compromessa nello spettro autistico e ciò rappresenta uno dei primi passaggi del processo neuro-infiammatorio. Di conseguenza gli antigeni che attraversano la parete intestinale scatenano reazioni infiammatorie locali e sistemiche, che in combinazione ad una barriera emato-encefalica compromessa, possono portare allo spettro autistico in soggetti geneticamente predisposti.

I batteri comunicano con il cervello tramite l’asse intestino cervello.

A titolo di esempio il Clostridium difficile è un temuto agente patogeno, che prolifera nell’intestino soprattutto in seguito ad intense terapie antibiotiche. È un batterio particolarmente resistente e può causare diarrea, ma si può esserne portatori anche in modo asintomatico. Gli studi hanno dimostrato che le tossine rilasciate dai clostridi sono in grado di influenzare le attività enzimatiche responsabili della conversione del neurotrasmettitore dopamina in noradrenalina. A sua volta un eccesso di dopamina può essere tossico per i neuroni a causa della formazione di specie ossidanti ed il calo delle capacità antiossidanti cerebrali (stress ossidativo).

Il ruolo dell’intestino è riconfermato anche dall’evidenza che tramite terapie personalizzate la cura della funzionalità e dell’integrità intestinale, insieme al riequilibrio del microbiota, possono essere efficaci nel ridurre i sintomi gastrointestinali, comportamentali ed infettivi (es. candidosi).

In conclusione i collegamenti tra le malattie intestinali ed i disturbi dello spettro autistico sono supportate da un crescente numero di studi e di evidenze scientifiche. Il Centro di Medicina Biologica si occupa di percorsi specifici per ristabilire un sano equilibrio dell’asse intestino-cervello.

 

Bibliografia essenziale:

Sharon G, et al. The Central Nervous System and the Gut Microbiome. Cell. 2016;167(4):915–932. doi:10.1016/j.cell.2016.10.027;

Mangiola F, et al. Gut microbiota in autism and mood disorders. World J Gastroenterol. 2016;22(1):361–368. doi:10.3748/wjg.v22.i1.361;

Li Q, et al. The Gut Microbiota and Autism Spectrum Disorders. Front Cell Neurosci. 2017;11:120. Published 2017 Apr 28.

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