Circa il  50% della popolazione europea soffre di disbiosi, vale a dire  delle conseguenze di una cattiva convivenza tra uomo e batteri intestinali.
Questo equilibrio viene alterato dall’uso ripetuto di medicinali (antibiotici, antinfiammatori, anticoncezionali), dallo stress, dall’inquinamento ambientale.
La conseguenza più pericolosa della disbosi intestinale e’ una drastica riduzione delle difese immunitarie dell’organismo : possono insorgere malattie intestinali (coliti, diverticoliti, emmorroidi, sindrome del colon, irritabile), malattie metaboliche ( diabete mellito, obesità, calcoli della colecisti, malattie cardiovascolari ), fino alle patologie auto-immuni   (psoriasi, artrite reumatoide, spondilite anchilosante, tiroidite di Hashimoto, miastenia  grave).
Anche senza giungere a patologie così gravi, un metabolismo disturbato da un’alterazione della normale flora batterica può però portare ad un profondo stato di autointossicazione.
Un intestino ipoattivo e/o sopraffatto da batteri putrefattivi riassorbe i propri residui tossici che tornano così nel flusso sanguigno intossicando fegato e reni.
Le conseguenze di un metabolismo in disbiosi sono: stanchezza cronica, depressione, mancanza di concentrazione, emicranie, allergie/intolleranze, attacchi di panico, aggressività accentuata. Negli adulti e nei bambini.
Molti bambini “cattivi”, ipercinetici, insonni, sono bambini che soffrono di uno stato di disbiosi o di candidiasi intestinale.
Anche malattie “estetiche” come l’acne e la cellulite possono essere attribuite ad un mal funzionamento dell’intestino.
Un’altra causa di disbiosi molto diffusa è l’eccesso di estrogeni introdotti con quei cibi che ne contengono una quantità elevata (carni, latticini, pesci di allevamento ) e/o con la pillola anticoncezionale.
Questi ormoni, arrivati nell’intestino, interferiscono con il metabolismo degli zuccheri favorendo fermentazione e disbiosi.
A volte però non è possibile evitare ritmi stressanti, alimenti confezionati, inquinamento, tossine…
Che fare allora?  Possiamo decidere di prenderci cura di noi stessi, di gestire in prima persona la nostra salute.
Come?  Ad esempio curando la disbiosi intestinale con l’idrocolonterapia, un corretto reimpianto di batteri “specie-specifici” e un’alimentazione adeguata.
Ancora, per mantenere la nostra salute possiamo decidere di servirci dell’analisi iridologica, strumento di prevenzione delle patologie.
Attraverso l’iride possiamo ottenere molte informazioni importanti sullo stato di salute del nostro intestino e sulle cause prime del nostro malessere.
Possiamo capire se siamo in presenza di una disbiosi di tipo putrefattivo – che arriva ad influenzare negativamente anche le funzioni cerebrali – o una disbiosi fermentativa che porta ad un sovraccarico della funzione endocrina del pancreas e che potrebbe evolvere, se è presente una tendenza costituzionale, al diabete.
E’ possibile anche valutare l’integrità della barriera mucosa intestinale: una barriera  porosa indica una ipersensibilità verso antigeni (alimentari e non) e l’opportunità di approfondire l’indagine con un test sulle intolleranze alimentari.
Le conseguenze di tali ipersensibilità possono portare a patologie cutanee (dermatosi, alopecia, eczemi, orticarie), psichiche (distimie, ciclotimie, depressioni, emicranie, insonnia, astenia cronica), polmonari (asma, broncospasmo) e ginecologiche (candida etc.).
L’analisi del livello psico-emotivo dell’iride può aiutarci a comprendere se ci troviamo di fronte ad una disbiosi originata da profondo stress.  L’osservazione delle eventuali deformazioni pupillari ci rivelerà inoltre in quale ambito (lavorativo, familiare, etc.. ) andranno ricercate queste tensioni profonde.
Ci può essere disbiosi anche in presenza di regolarità intestinale quotidiana e anche se non  si avvertono sintomi specifici. Le pareti del nostro intestino potrebbero essere permeate da uno strato di materiale fecale stagnante che ci impedisce un corretto assorbimento di nutrienti, ci spinge ad alimentarci in eccesso per ottenere un po’ di energia e favorisce l’insorgere di malattie degenerative.
L’idrocolon terapia è una pratica igienica volta a curare, in sinergia con alcuni rimedi indispensabili, una situazione di disbiosi.
Con un ciclo di idrocolonterapia (mai separato da un corretto percorso terapeutico) potremo a poco a poco eliminare queste incrostazioni, normalizzare l’assorbimento dei nutrienti e favorire la crescita della flora batterica eubiotica, cioè sana.
Potremo così ripristinare il nostro sistema immunitario intestinale, sistema che costituisce oltre il 50% di tutte le difese immunitarie a nostra disposizione.
Un efficiente sistema depurativo è alla base di qualsiasi processo di guarigione.