Il test DNA consiste nell’analisi del materiale genetico al fine di ottimizzare al meglio una terapia nutrizionale. Il DNA, infatti, è il depositario delle informazioni genetiche ed ereditarie e, al pari di un foglietto delle istruzioni, consente alle cellule di svilupparsi, rimanere in vita e riprodursi. Da qui nasce il suo valore e la sua importanza, non solo nel mondo della ricerca, ma anche in quello della salute.

Possiamo immaginare il DNA come un enorme database di informazioni, tramite cui le forme viventi sono in grado di organizzare i processi biologici. Ciò avviene grazie al fatto che le cellule (ed ormai anche noi) sono in grado di “leggere” queste istruzioni e dare avvio alla sintesi di molecole importanti per le funzioni e le regolazioni cellulari. In particolare il DNA è una lunga sequenza di 3,2 miliardi di lettere, dette nucleotidi. Di queste ne esistono per la precisione quattro tipi: adenina, citosina, guanina e timina. Questi nucleotidi si susseguono uno dopo l’altro in ordine nella sequenza del DNA, che pertanto può essere rappresentato come una stringa in codice lunga fino a 2 metri. Dietro l’ordinamento dei suoi costituenti il materiale genetico, infatti, nasconde un vero e proprio codice biologico, in cui conservare e trasmettere le informazioni necessarie per la sopravvivenza della vita. Più precisamente la cellula è capace di decodificare la sequenza del DNA e di tradurla direttamente in molecole funzionali, soprattutto proteine enzimatiche, che alla fine prendono attivamente parte nei meccanismi biologici. In aggiunta l’insieme del DNA di una cellula prende nome di genoma, che a sua volta può essere suddiviso in unità base dell’ereditarietà, detti geni. Di questi nell’essere umano ve ne sono circa 23.000 e per lo più codificano per la sintesi di proteine funzionanti.

Il test DNA permette di valutare il contributo genetico alla risposta metabolica.

Le molecole di DNA di due persone non sono perfettamente uguali (ad eccezione dei gemelli monozigoti) e differiscono tra loro a causa dell’esistenza di varianti diverse nella popolazione generale. Si calcola che in media tra due individui diversi vi siano più di 30 milioni di differenze lunga la sequenza del DNA e di queste si stima che qualche decina di migliaia abbia la potenzialità di incidere positivamente o negativamente sul nostro stato di salute. Il contributo della genetica nella comprensione dei fattori di rischio o di protezione nei confronti di una determinata malattia o disturbo è al centro di un vivo interesse scientifico da molti decenni. In particolare uno dei settori più studiati è l’impatto dei fattori genetici in campo nutrizionale, che è l’ambito di studio della cosiddetta nutrigenetica. Più dettagliatamente la nutrigenetica si occupa di approfondire e di tradurre nella pratica clinica le scoperte relative ai collegamenti tra le proprietà e le varianti del DNA e gli aspetti nutrizionali/metabolici del portatore.

La ricerca ha messo in luce che i cosiddetti polimorfismi genetici sono le varianti genetiche più diffuse ed importanti nel campo della nutrizione e delle malattie croniche odierne tra cui per esempio quelle cardiovascolari, metaboliche, degenerative ed oncologiche. Essere portatori o meno di una o più di queste varianti può influenzare la struttura e l’attività degli enzimi, i quali a loro volta sono preposti alle reazioni biochimiche e fisiologiche. Ne consegue che, in combinazione allo stile di vita ed ai fattori ambientali, la genetica è in grado di contribuire al funzionamento dei processi biologici e modificare il rischio di imbatterci in un disturbo o patologia. A supporto di tutto ciò le evidenze mostrano che i polimorfismi genetici influenzano diversi aspetti collegati all’alimentazione come per esempio il dispendio energetico, lo stress ossidativo, le intolleranze alimentari, il metabolismo e l’assorbimento dei nutrienti.

Test DNA per dieta: costo

Il Centro di Medicina Biologica lavora solo tramite percorsi terapeutici individualizzati e formulati ad hoc sulla base degli aspetti diagnostici e clinici della persona. Inoltre tutti i tipi di test, compresi quelli genetici, sono personalizzati in modo tale da tener in dovuta considerazione tutti i fattori e le esigenze spiccatamente individuali rimanendo sempre ben aderenti alla cosiddetta Medicina di Precisione. Per i suddetti motivi il costo dei test deve essere valutato in seguito ad un consulto specialistico.

Test DNA per dieta su misura

Un altro aspetto chiave che deriva direttamente dalla genetica è il concetto di “personalizzazione”. Le varianti genetiche non possono che essere personali, perché è il nostro DNA e non quello di qualcun altro. E il DNA non cambia nel corso della vita, cioè le sue variazioni ci caratterizzano sempre al pari delle impronte digitali ed in un certo senso ci rendono davvero unici. Così come il DNA è alla base della trasmissione dei tratti esteriori (es. colore della pelle o degli occhi) analogamente la genetica contribuisce al funzionamento ed all’efficienza dei numerosi processi biologici interni. Perciò anche nel campo del metabolismo e della nutrizione non siamo geneticamente uguali. D’altra parte ciò consente di ritagliare “su misura” le strategie nutrizionali sulla base delle informazioni genetiche ricavabili da test specifici. L’analisi del DNA può essere pertanto sfruttata sia in chiave preventiva che in quella terapeutica, in quanto è stato osservato che varianti genetiche differenti sono associate a fabbisogni nutrizionali ed a risposte differenti agli stessi nutrienti. Ciò è alla base della naturale variabilità che si riscontra ta le persone in seguito ad una data dieta. D’altra parte la nutrigenetica consente di valutare i fattori genetici, che influenzano queste risposte fisiologiche e di ottimizzare la terapia in vista di un miglior risultato. Affiancati da uno specialista è possibile valutare i polimorfismi più mirati e, sulla base dell’interpretazione del professionista, far fronte alle varianti più sfavorevoli impostando un’alimentazione ed uno stile di vita più adatti rispetto alle caratteristiche cliniche e genetiche.

In conclusione lo stile di vita e la genetica interagiscono tra loro mettendo a rischio o proteggendo le condizioni di salute. Gli avanzamenti scientifici e tecnologici hanno portato ad una sempre maggiore comprensione dei fattori genetici, che influenzano il metabolismo e le risposte del corpo ai nutrienti. Da qui è nato un nuovo modo di personalizzare le terapie (non solo nutrizionali) tenendo in maggior considerazione il “profilo biologico” della persona ed agire terapeuticamente di conseguenza.

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