Autoemoterapia con luce ultravioletta

L’autoemoterapia, o auto-terapia, fu descritta per la prima volta dal medico francese Paul Ravaut nel 1913 ed è stata impiegata in una vasta gamma di malattie croniche. Fin dal 1920 numerosi articoli sull’argomento sono stati nel frattempo pubblicati su riviste mediche tradizionali, come per esempio il Journal of American Medical Association.

Il trattamento autoemoterapeutico consiste nell’esporre per una breve durata un campione del sangue a una luce ultravioletta. Le onde ultraviolette sono state usate come disinfettante per molti anni e la maggior parte degli oggetti contaminati può essere rapidamente ripulita da virus e batteri mediante l’esposizione a questo tipo di luce. In aggiunta l’effetto più incisivo dell’irradiazione ultravioletta è la stimolazione del sistema immunitario e di vari sistemi enzimatici nell’organismo. Si ipotizza che questa terapia agisca attraverso meccanismi che probabilmente comportano un aumento della produzione di molecole dette linfochine, mentre il sistema immunitario viene attivato per attaccare gli organismi invasori.

L’autoemoterapia produce le seguenti reazioni fotochimiche benefiche:

  • Distruzione e inibizione della crescita di batteri, funghi e virus nel sangue;
  • Aumento della capacità legante dell’ossigeno del sangue e del trasporto dello stesso alle cellule;
  • Attivazione di ormoni steroidei;
  • Stimolazione della produzione di corticosteroidi;
  • Vasodilatazione;
  • Miglioramento della microcircolazione e ossigenazione dei tessuti;
  • Risoluzione di spasmi vascolari;
  • Immuno-stimolazione delle difese cellulari ed umorali;
  • Stimolazione della fibrinolisi;
  • Diminuzione della viscosità del sangue;
  • Diminuzione dell’aggregazione piastrinica;
  • Effetti anti-infiammatori;
  • Protezione cardiovascolare grazie all’aumento del metabolismo di colesterolo, acido urico e glucosio.

Ossigeno-ozono terapia e autoemoterapia

È possibile combinare l’ossigeno-ozono terapia con l’autoemoterapia ottenendo un effetto sinergico sul potenziamento del sistema immunitario e sul contrasto degli agenti patogeni, oltre ad aumentare i livelli di ossigenazione, energia e vitalità.

Nel Centro di Medicina Biologica si pratica l’autoemoterapia integrandola a percorsi personalizzati secondo lo stato di salute della persona.

 

Bibliografia essenziale:

  • Bocci V. Autohaemotherapy after treatment of blood with ozone. A reappraisal. J Int Med Res. 1994 May-Jun;22(3):131-44;
  • Bocci V, Di Paolo N. Oxygen-ozone therapy in medicine: An update. Blood Purif. 2009;28:373-6;
  • Cassileth B. Oxygen therapies. Oncology (Williston Park). 2009 Nov 30;23(13):1182;
  • de Monte A, van der Zee H, Bocci V. Major ozonated autohemotherapy in chronic limb ischemia with ulcerations. J Altern Complement Med. 2005 Apr;11(2):363-7;
  • Hernández F, Menéndez S, Wong R. Decrease of blood cholesterol and stimulation of antioxidative response in cardiopathy patients treated with endovenous ozone therapy. Free Radic Biol Med. 1995 Jul;19(1):115-9;
  • Klemparskaya NN, Shalnova GA, Ulanova AM, et al. Immunomodulating effect of autohaemotherapy (a literature review). J Hyg Epidemiol Microbiol Immunol. 1986;30(3):331-6;
  • Ragab A, Shreef E, Behiry E, et al. Randomised, double-blinded, placebo-controlled clinical trial of ozone therapy as treatment of sudden sensorineural hearing loss. J Laryngol Otol. 2009 Jul;123(1):54-60.