Dieta per disintossicare l’intestino

Al giorno d’oggi l’intestino è il principale organo che risente dello stile di vita attuale. Perché la dieta per disintossicare l’intestino rappresenta un valido aiuto per rimanere in salute? Scopriamolo insieme.

Quando si parla di detossificazione si pensa subito al fegato. Bisogna, tuttavia, ricordare che l’apparato digerente rappresenta la fonte primaria di tossicità per l’organismo. Innanzitutto perché la maggior parte delle tossine si accumulano dopo essere state ingerite. In questo caso i peggiori nemici dell’intestino sono gli additivi, i conservanti chimici, gli erbicidi, i pesticidi ed i grassi animali, soprattutto di origine animale. Senza tralasciare gli alimenti carbonizzati, marciti, degradati ed attaccati dalle muffe, che possono produrre sostanze molto pericolose. Per esempio la carne alla griglia contiene composti eterociclici dalle proprietà cancerogene.

Dieta per disintossicare l’intestino: è importante detossificare

La salute è strettamente dipendente dalla funzionalità del sistema digerente e da quello che mettiamo nel piatto.

L’intestino rappresenta un habitat ideale per la crescita dei microrganismi, in quanto la lentezza del transito e l’abbondanza di residui alimentari ne agevolano la proliferazione. Il numero approssimativo di batteri che colonizzano l’intestino dell’essere umano è di 9×1013 ed è rappresentato nel colon da almeno 500 specie che stabiliscono un rapporto mutualistico con l’ospite. L’insieme di queste cellule costituisce il cosiddetto microbiota intestinale, che è considerato da alcuni autori come un vero e proprio organo in grado di influenzare lo stato di salute dell’organismo. In sostanza può essere considerato un organo dentro un altro organo e con capacità metaboliche pari a quelle del fegato!

Quando i batteri benefici sono in equilibri con gli altri microrganismi e superano quelli patogeni si parla di eubiosi. Viceversa nella disbiosi l’alterazione della flora intestinale porta alla sintesi di sostanze nocive, che possono essere assorbite dal sangue e diffondere i loro effetti negativi anche al di fuori della sede intestinale. Si aggiunga che l’equilibrio della flora intestinale è messa a dura prova dall’assunzione di alcuni farmaci (es. inibitori della pompa protonica, antibiotici ed anticoncezionali), da un’insufficiente produzione di acidi gastrici, da alterazioni dell’alvo e da carenze nutrizionali.

I carboidrati e le proteine non digerite rappresentano i substrati principali a disposizione del microbiota per effettuare i processi fermentativi, che producono un ampio spettro di molecole quali: acidi grassi a catena corta, ammoniaca, ammine, composti fenolici, aminoacidi a catena ramificata e gas (es. metano). In particolare i prodotti microbici derivanti dal metabolismo delle proteine includono aminoacidi a catena ramificata, ammoniaca, fenoli, p-cresolo, indolo e solfuro di idrogeno. Tutti questi hanno dimostrato in studi di laboratorio di essere nocive per le cellule.

E’ opportuno fare un accenno anche all’asse entero-epatico, cioè tra l’intestino ed il fegato. Quest’ultimo è preposto alla neutralizzazione delle tossine che circolano nel sangue. In seguito alle reazioni di detossificazione queste sostanze sono trasportate nella bile, che svolge la funzione di scindere ed emulsionare i grassi durante la digestione. A loro volta la bile e le tossine sono conglobate nella masse fecale. Da qui nasce l’importanza di una sana regolarità intestinale, che permette un’adeguata evacuazione delle scorie digestive, delle sostanze tossiche ingerite o formate a livello dell’apparato digerente. Invece quando le feci ristagnano nell’intestino possono danneggiare la mucosa intestinale e consentire alle sostanze di scarto, tra cui quelle nocive, di essere riassorbite nel sangue. E da qui di nuovo al fegato. Questo circolo vizioso è alla base dell’incapacità di liberarsi di questa tossicità. In aggiunta il contatto prolungato con le pareti intestinali può causare un aumento dello stato infiammatorio e della permeabilità intestinale.  

E’ necessario correggere le abitudini alimentari ed i disturbi dell’alvo affinché l’organismo inizi a rimuovere le sostanze tossiche evacuandole attraverso le feci.

Qui entra in campo l’alimentazione. E’ ben noto che la peristalsi intestinale è tanto più veloce quanto più grande è il consumo di fibre vegetali, soprattutto insolubili. Ciò generalmente riporta il tempo di transito intestinale nella normalità (24-48 ore). Ma non finisce qui. Un’alimentazione equilibrata fornisce tutti i mattoncini nutrizionali fondamentali per mantenere le mucose intestinali integre e funzionanti. Cioè è particolarmente importante per prevenire la sindrome della permeabilità intestinale. Di fatto il continuo rinnovo delle cellule intestinali richiede un cospicuo apporto di energia e di nutrienti.

Un’alimentazione sane ha risvolti anche nell’ambito della detossificazione. Innanzitutto perché riduce l’esposizione a prodotti chimici e di sintesi dannosi sia per l’intestino che per tutto l’organismo. Meglio un piatto semplice e naturale piuttosto che di origine industriale o trattato ad alte temperature. Inoltre è bene sfatare un luogo comune.

dieta per disintossicare l'intestinoIl tratto gastro-intestinale non è un semplice tubo, in cui scorrono gli alimenti da digerire. Bensì interviene attivamente nei processi ormonali, nervosi ed immunitari.

Un intestino sano e pulito tiene a bada le reazioni infiammatorie e riduce le sensibilità o “intolleranze” agli alimenti. Infine un consumo adeguato di cereali integrali, legumi e verdura apporta nutrienti e molecole bioattive ad azione anti-infiammatoria e protettive per la mucosa intestinale.

Presso il Centro di Medicina Biologica è possibile effettuare percorsi nutriterapeutici di detossificazione naturale dell’intestino. Questi hanno i seguenti obiettivi:

  • Correggere eventuali carenze nutrizionali;
  • Prendersi carico dei problemi digestivi o dell’alvo;
  • Ridurre il carico tossinico a livello intestinale;
  • Ripristinare una corretta flora intestinale;
  • Riparare e proteggere le pareti intestinali.