Il dolore cronico a livello osseo e/o muscolare è uno dei problemi di salute più diffusi al mondo. Si caratterizza per la presenza e la persistenza di sensazioni dolorose più o meno localizzate, ma in assenza di evidenti segni di lesione organica. Un aspetto chiave sicuramente implicato è l’infiammazione, la quale non solo risulta alterata a livello della sede dolorosa, ma è anche la causa di un’alterazione dei meccanismi di elaborazione del dolore stesso. Per questi motivi noi del Centro di Medicina Biologica affrontiamo questi disturbi tramite trattamenti in grado sia di attenuare il dolore, sia di ridurre l’infiammazione sistemica che di ripristinare i processi salutari dell’organismo.

Introduzione al dolore cronico

Il dolore ha in sé un significato molto profondo, in quanto consente di evitare possibili danni e proteggere il corpo. A differenza del comune sentire il dolore svolge perciò un vero e proprio ruolo protettivo, in quanto permette l’allontanamento dalle fonti dannose ed incoraggia i processi di guarigione. Tuttavia può accadere che il dolore divenga la causa del problema quando non si risolve in tempo e diventa alla lunga persistente.

Per definizione il dolore cronico rappresenta un dolore che continua dopo il normale tempo di guarigione e di recupero (circa tre mesi), ma è privo della funzione di allarme iniziale. Le problematiche attinenti al dolore cronico rappresentano un vasto problema di salute mondiale e riguardano dal 15 al 30% circa della popolazione. In particolare questi disturbi sono caratterizzati dalla comparsa di dolore spontaneo in modo simile ad una sensazione di bruciore, oppure di un dolore particolarmente acuto, persino in seguito a stimoli generalmente innocui.

Il dolore cronico è tipicamente di tipo infiammatorio in seguito per esempio a lesioni, artrite, tumori, neuropatie, diabete, sindrome del colon irritabile, infezioni o operazioni chirurgiche. Scopriamo di più su questi aspetti infiammatori e su come affrontarli nei prossimi paragrafi.

Dolore infiammato

È comunemente noto che l’infiammazione riveste un ruolo importante nei disturbi algici. Ciò avviene infatti attraverso il rilascio di mediatori infiammatori tra cui per esempio le prostaglandine, l’interleuchina 1, il TNF-α e la bradichinina. L’infiammazione locale è in grado anche di scatenare il rilascio improvviso di sostanze responsabili della comparsa di edemi. In poche parole queste sostanze rilasciate dal tessuto danneggiato e dalle cellule immunitarie attivano e sensibilizzano le fibre nervose deputate alla conduzione di questi stimoli a livello cerebrale, luogo in cui vengono trasformati nella vera e propria sensazione dolorosa.

Pertanto il danno ai tessuti e l’infiammazione producono uno stato di sensibilizzazione ed ipereccitabilità delle fibre nervose coinvolte fungendo da stimolo iniziale per il successivo aggravamento della condizione. Una situazione ben diversa dall’infiammazione in fase acuta, la quale non solo produce un dolore temporaneo, ma anche promuove la risoluzione del dolore stesso tramite il rilascio di molecole specifiche. Un aspetto invece non riscontrabile in chi soffre di dolore cronico e persistente, benché recuperabile seguendo le indicazioni e le terapie di uno specialista.

Neuro-immunità: quali meccanismi?

È opportuno sottolineare che il sistema immunitario è solo uno dei tanti attori coinvolti nell’esperienza del dolore. Ciò che chiamiamo dolore in realtà è frutto dell’interazione estremamente complessa tra il sistema immunitario, il sistema nervoso periferico che recepisce gli stimoli, quello nervoso centrale che li elabora ed il sistema nervoso autonomo che li modula.

cellule immunitarieEsistono molteplici relazioni tra il sistema nervoso e l’immunità che possono influenzare il reclutamento delle celle immunitarie nella sede infiammata e la percezione dello stimolo doloroso. Senza tralasciare che uno stato infiammatorio persistente in una o più zone del corpo può portare ad effetti a livello cerebrale con cambiamenti dei neurotrasmettitori e di altre sostanze nervose. Tutto ciò fa sì che con il passare del tempo il cervello diventi sempre più iperattivo ed ipereccitabile nei confronti anche di stimoli blandi.

Nel dolore cronico sono coinvolti l’immunità e l’assetto neuro-ormonale.

Il cosiddetto coinvolgimento infiammatorio del sistema nervoso prende il nome di neuro-infiammazione. Questo termine si riferisce ad un aumento dei processi pro-infiammatori a carico del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e di quello periferico con i nervi. In particolar modo la neuro-infiammazione risulta uno dei fattori più importanti nell’esacerbazione e nel mantenimento del dolore cronico. A supporto di ciò vi è l’osservazione che nel dolore cronico i classici segni e marcatori dell’infiammazione sono frequentemente normali o vicini alla normalità, mentre d’altra parte si assiste ad un’alterazione dei segnali nervosi, ormonali ed immunitari. In aggiunta l’infiammazione del sistema nervoso non è solo associata al dolore cronico, ma è anche implicata in diverse malattie neurologiche e psichiatriche tra cui l’Alzheimer, il Parkinson e lo spettro autistico.

Cure, terapie e trattamenti per il dolore persistente

Il Centro di Medicina Biologica affronta le problematiche caratterizzate dal dolore cronico tramite percorsi terapeutici specifici. Inoltre effettuiamo analisi innovative ed avanzate per la valutazione dei vari fattori cellulari e neurofisiologici che sono coinvolti in questi disturbi. Per esempio analizziamo i livelli dei mediatori immunitari al fine di ottenere un quadro dell’attività immunologica ed infiammatoria in modo più accurato rispetto alle analisi classiche, oltre all’analisi dell’equilibrio ormonale e del sistema nervoso autonomo.

I nostri trattamenti vengono personalizzati sulla base delle condizioni complessive di salute della persona e degli esami diagnostici di approfondimento. In particolare i trattamenti ambulatoriali del Centro di Medicina Biologica agiscono efficacemente sui disturbi algici ed infiammatori non soltanto abbassando i parametri dell’infiammazione locale, ma migliorando i processi immunitari, nervosi ed ormonali che incidono sulla perpetuazione del dolore stesso. In aggiunta affrontiamo le disfunzioni cellulare legate alla neuroinfiammazione ed al cosiddetto terreno biologico, cioè l’ambiente esterno in cui vivono le cellule, con effetti positivi sulla riduzione della percezione reale del dolore ed il miglioramento della qualità di vita.

Se vuoi saperne di più contattaci. La nostra segreteria è lieta di ascoltarTi.

Bibliografia essenziale:

  • Pinho-Ribeiro FA, Verri WA Jr, Chiu IM. Nociceptor Sensory Neuron-Immune Interactions in Pain and Inflammation. Trends Immunol. 2017 Jan;38(1):5-19;
  • Sommer C, Leinders M, Üçeyler N. Inflammation in the pathophysiology of neuropathic pain. Pain. 2018 Mar;159(3):595-602;
  • Wei Y, Liang Y, Lin H, Dai Y, Yao S. Autonomic nervous system and inflammation interaction in endometriosis-associated pain. J Neuroinflammation. 2020 Mar 7;17(1):80;
  • Ji RR, Nackley A, Huh Y, Terrando N, Maixner W. Neuroinflammation and Central Sensitization in Chronic and Widespread Pain. Anesthesiology. 2018 Aug;129(2):343-366.
Apri chat
Hai bisogno di risposte?
Ciao,
come possiamo aiutarti?