L’herpes labiale è caratterizzato dall’eruzione ricorrente di vescicole, soprattutto sulle labbra o intorno alla bocca. Dopo la prima infezione in alcune persone ed in specifiche situazioni può andare incontro a riattivazione con il ritorno dei sintomi e del conseguente disagio nella vita quotidiana.

Scopriamo più in dettaglio di che cosa si tratta in questo articolo del Cembio.

Herpes simplex virus

L’Herpes Simplex 1 (HSV-1) appartiene alla famiglia dei virus erpetici ed è frequentemente implicato nelle infezioni umane. Questo agente patogeno invade e si replica all’interno dei neuroni, così come nelle cellule della pelle. Il virus viaggia dalla pelle contagiata fino ai gangli nervoso dorsali, dove rimane nascosto e latente. Successivamente le infezioni orali possono riattivarsi a partire dai gangli trigeminali e portando alla manifestazione dei sintomi a livello della faccia, della bocca, delle labbra, della gola e/o della mucosa oculare. L’HSV-1 rimane dormiente per un tempo variabile, generalmente di qualche mese, finché non va incontro a riattivazione, durante la quale i sintomi sono più brevi e meno severi rispetto all’infezione iniziale.

Viene trasmesso in età infantile per contatto diretto dopodiché va incontro ad una fase di latenza nei gangli nervosi. Tuttavia potrebbe essere trasmesso nell’adolescenza anche attraverso il contatto sessuale.

Riattivazione virale

Quando l’Herpes simplex 1 si riattiva provoca ulcere a livello della bocca, delle labbra, della gola o raramente dei genitali, anche se talvolta la riattivazione è asintomatica e perciò non accompagnata da sintomi apparenti. Si stima che il 50-80% della popolazione europea sia entrata in contatto con il virus, ma solo una persona su tre mostra riattivazioni periodiche. Benché anche il virus HSV-2 sia in grado di lesionare la mucosa della bocca esso è molto meno frequentemente coinvolto rispetto a HSV-1 e tende a non essere recidivante.

Quali sintomi?

I primi segni e sintomi si manifestano entro tre settimane dal primo contagio come per esempio dopo un bacio o l’utilizzo condiviso di posate o tovaglioli. Inizialmente l’infezione può essere segnalata dalla comparsa di febbre, lesioni boccali e dall’ingrossamento dei linfonodi del collo. Le lesioni consistono in vescicole rossastre, rigonfie e dolorose che si localizzano sulle gengive, labbra, palato e lingua. Le vescicole vanno nel corso del tempo a ulcerazione e successivamente alla formazione di croste per poi scomparire nel giro di due settimane. Nel caso di infezioni recidivanti le persone riferiscono di percepire in anticipo un senso di leggero dolore, bruciore o intorpidimento delle zone successivamente lesionate.

A seconda dei casi e dello stato di salute generale della persona l’herpes labiale può essere innocuo, oppure doloroso al punto da trovare difficoltà nel mangiare e bere. Talvolta l’infezione può colpire l’occhio con la comparsa di dolore oculare, sensibilità alla luce e annebbiamento della cornea. Oppure può colpire altre zone del corpo (es. dita, tronco) qualora vi sia stato un contatto diretto tra la bocca e la mano.

Fattori scatenanti dell’herpes labiale

Al pari di altri virus erpetici anche in questo caso la riattivazione avviene soprattutto in caso di un calo delle difese immunitarie. È ben noto che il sistema immunitario è coinvolto nella difesa dell’organismo nei confronti degli agenti patogeni tra cui i batteri, i parassiti, i funghi e, come nel nostro argomento, i virus. Tuttavia l’attività immunitaria può andare incontro ad una minore capacità di fronteggiare i patogeni per varie cause, che possono essere di ambito ormonale, metabolico, immunologico, oppure legate allo stile di vita ed all’utilizzo di alcuni farmaci.

La comparsa dell’herpes labiale può essere scatenata dai seguenti fattori:

Il ruolo del sistema immunitario

La risposta alle infezioni non dipende solo dall’agente patogeno incriminato ma anche dall’azione e dall’efficacia del sistema di difese, che “dovrebbe” eliminare l’organismo infettivo. La maturità immunologica è ottenuta nell’adolescenza e gli adulti dovrebbero essere sufficientemente protetti dall’attacco dei patogeni. Ma perché frequentemente ciò non avviene? La risposta sta nel fatto che un gran numero di fattori genetici, ambientali e legati allo stile di vita possono influenzare la competenza immunitaria e perciò aumentare il rischio di infezioni.

Un aspetto importante è dato dalla presenza concomitante di altre patologie o disturbi, che si ripercuotono secondariamente sul nostro sistema di difese. In particolare l’obesità, il diabete, la malnutrizione, il lupus eritematoso sistemico, le linfangiectasie intestinali, l’anemia falciforme, le malattie renali, quelle epatiche ed alcune tumorali (es. leucemia linfocitica). In aggiunta anche la presenza di altre infezioni croniche può danneggiare l’attività del sistema immunitario, oltre all’utilizzo di alcuni specifici farmaci immunosoppressori o della chemio e radioterapia.

L’immunità è influenzata da un ampio ventaglio di fattori biologici, individuali e ambientali.

Lo stato nutrizionale è altresì importante, in quanto un apporto insufficiente dei nutrienti ottimali espone l’organismo ad effetti deleteri su molteplici fronti. In merito gli studi mostrano che un’alimentazione sbilanciata e carente dal punto di vista nutrizionale (es. digiuno, cibi spazzatura e industriali), in combinazione alla sedentarietà, porta ad una minore risposta immunitaria. Ma non finisce qui, in quanto il sistema immunitario risulta particolarmente sensibile ai fattori ambientali, alle emozioni ed allo stile di vita in generale. L’esposizione al fumo o l’accumulo organico di inquinanti nocivi possono compromettere la funzionalità immunitaria aumentando il rischio di incorrere in futuro a malattie croniche. Inoltre, sulla base di un’ampia mole di studi è ormai chiaro che sono implicati anche l’eccesso di alcool, una condizione di stress psicofisico persistente e la mancanza di un sonno ristoratore. A proposito di quest’ultimo punto bisogna sapere che il sonno è un regolatore importante delle funzionalità e della memoria immunitaria e non è un caso che i disturbi del sonno siano collegati ad una disfunzione dello stesso sistema immunitario.

Cembio per le infezioni da herpes

Presso il Centro di Medicina Biologica affrontiamo le infezioni erpetiche recidivanti, tra cui l’herpes labiale, tramite cure e terapie personalizzate, che hanno l’obiettivo comune di sostenere i meccanismi di difesa nei confronti dei patogeni. Perché crediamo fermamente che sia fondamentale risalire ai fattori che ostacolano il corretto funzionamento immunologico, piuttosto che tamponare periodicamente la comparsa dei sintomi senza porre in essere alcuna strategia di contro-difesa. Come scritto sopra l’attività immunitaria è modulata da numerosi aspetti, i quali devono essere tenuti in considerazione ed affrontati tramite terapie adeguate. In aggiunta sottolineiamo che non si tratta semplicemente di potenziale l’immunità, bensì di indirizzarla ed ottimizzarla nel combattere i patogeni intracellulari come i virus. Il sistema immunitario, infatti, è coinvolto in numerosi meccanismi come l’infiammazione, la riparazione dei tessuti, le allergie, l’autoimmunità, la disbiosi intestinale e la protezione dai patogeni, ciascuno mediante la partecipazione di cellule e mediatori specifici. Infine presso il nostro Centro effettuiamo test all’avanguardia per l’approfondimento di aspetti utili per chi soffre di infezioni ricorrenti come per esempio il rilascio delle citochine infiammatorie, il funzionamento immunologico, le carenze nutrizionali, il profilo ormonale e lo stress ossidativo.

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Bibliografia essenziale:

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  • Maggini S, Pierre A, Calder PC. Immune Function and Micronutrient Requirements Change over the Life Course. Nutrients. 2018 Oct 17;10(10):1531.
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